Lutto
Consiglio unanime: «Ospedale svuotato di personale e servizi»
SAN VINCENZO. È servita qualche limatura. Ma alla fine l’ordine del giorno presentato dal gruppo d’opposizione San Vincenzo Futura ha incassato l’unanimità dei voti nell’ultimo consiglio comunale. Il documento proposto per sottolineare «il fallimento del progetto ospedale in rete con Cecina, di cui per adesso abbiamo visto solo la riduzione di servizi essenziali e nessun reale investimento sull’organico», ma anche per dare voce a «una giusta protesta per avere servizi ospedalieri adeguati, efficaci e sicuri che non può essere “patrimonio” di parti politiche o singole amministrazioni».
Il risultato è un ordine del giorno che impegna il sindaco e la giunta sanvincenzina a «portare avanti, in tutte le sedi competenti, azioni per ripristinare servizi essenziali adeguati alle esigenze del territorio all’ospedale di Piombino», si legge nel testo votato dal consiglio comunale. E richiede che entro tre mesi «il sindaco informi il consiglio comunale su quanto effettuato nelle sedi competenti e sullo stato dei servizi».
All’origine dell’impegno c’è un’analisi condivisa. «Da tempo si assiste a una costante riduzione dei servizi offerti da Villamarina. La chiusura del Punto nascita, che dal giugno 2019 costringe le partorienti ad andare a Cecina o a Grosseto non è la sola carenza. Ad esempio lo svuotamento di Ortopedia, Ginecologia e Pediatria e la mancanza di un primario in Cardiologia sono sotto gli occhi di tutti». E prosegue: «Il progetto dell’ospedale unico con Cecina, obiettivo che va mantenuto, senza adeguati investimenti in risorse umane e scelte equilibrate, è servito solo a ridurre servizi e mettere in potenziale concorrenza i territori. Le promesse si sono sprecate e i documenti di programmazione sono rimasti disattesi. Siamo consapevoli che è opportuno razionalizzare la funzionalità dei presidi ospedalieri ma questo non può avvenire a discapito dei servizi di base, della domanda di salute del territorio e della sicurezza dei cittadini. La sanità pubblica non può essere penalizzata da scelte sbagliate e assoluta carenza di investimenti».
Ma c’è dell’altro. «È necessario rivedere le scelte in base alle reali necessità locali – prosegue l’ordine del giorno _ Questo può arrivare solo se sono presenti adeguate risorse tecnologiche ma soprattutto organizzative per garantire efficacia e sicurezza dei servizi. Per ottenere la deroga sono richiesti requisiti e standard precisi che vanno messi in campo. È necessaria una presa di coscienza da parte di tutte le amministrazioni della Val di Cornia e da tutte le parti politiche nell’interesse dei cittadini». —
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