Sicurezza
Più spazio alle biciclette per cambiare le abitudini
Le proposte del gruppo Salvaiciclisti per disincentivare l’uso delle auto includono la messa in sicurezza dei percorsi casa-scuola
PIOMBINO. “Cambiare abitudini non é una passeggiata”. Dove per passeggiata s’intende qualcosa che vada oltre l’accesso al parco o il cicloturismo.
Gira intorno a questa affermazione l’idea di mobilità sostenibile di Salvaiciclisti. Il gruppo social amministrato da Marco Melillo rilancia sulla necessità di ridurre l’uso delle auto nella quotidianità. Come abitudine, appunto.
Lo schema é scandito da 5 elementi. Corsie ciclabili a uso promiscuo auto-bici sulle strade principali. La priorità alle bici sulle strade secondarie. Interventi leggeri, rapidi e economici. Evitare percorsi ciclabili e pedonali. Iniziare dai collegamenti con le scuole.
«Bene le pedalate familiari sul lungomare la domenica ma - afferma Melillo – se é di spostamenti che parliamo, perché la mobilità riguarda gli spostamenti, migliorare le nostre abitudini significa cambiare il modo in cui ci spostiamo».
Come andiamo al lavoro. Come facciamo andare i figli a scuola. Su quali strade, con quali rischi. Tutto accentuato dalla necessità di disegnare una mobilità che vada in questo senso. Anche in funzione di modelli di vita che il Covid sta ridisegnanndo.
«Non so se c’è ancora la possibilità di attingere alle risorse regionali previste tempo fa. Si potrebbe cominciare da interventi non troppo impegnativi», prosegue.
Casa-scuola, casa-lavoro. Il cuore sta qui. Per le strade secondarie interne ai quartieri, si parla di priorità ciclabile: bassa velocità delle auto, precedenza alle bici, segnaletica orizzontale e eventualmente dissuasori a cuscino. Sarebbe applicabile ampiamente e soprattutto in prossimità delle scuole, come via XXV Aprile, Fucini, Lombroso, Nenni, Modigliani, e da fare per blocchi, non per singole vie. Creando quartieri interi dove si va piano e non si cerca di passare a tutti i costi. E ancora, l’istituzione di zone-cuscinetto in prossimità degli incroci semaforici, sullo stile delle “case avanzate” con la possibilità di mettersi in sicurezza in cima alla fila di auto ferme a un semaforo. Per il collegamento tra quartieri, il gruppo apprezzerebbe percorsi ciclabili tramite corsie dedicate (senza separazione fisica) o advisory bike lane. Con questa soluzione le auto procedono "a cavallo" tra la bike lane e la sede stradale, ma devono dare la priorità alle bici, sorpassandole a debita distanza e solo sulla corsia centrale (percorribile nei due sensi di marcia), quindi solo quando non viene nessuno nell'altro senso. La soluzione sarebbe applicabile su buona parte di lungomare Marconi, via della Repubblica, della Pace, Medaglie d’oro, Petrarca e Pertini. Si creerebbero spazi dedicati senza toglierli alle auto e ai pedoni o costringendo a una convivenza che per Melillo può andar bene per una passeggiata, ma non per spostarsi. E ancora, il completamento del percorso previsto tra Montemazzano (licei) e scuole del Perticale, passando accanto al campo di atletica. Sarebbe intelligente, per Melillo, proseguirlo lungo via Primo maggio in maniera lineare per raggiungere le scuole di via XXV aprile. L’elenco include l’allargamento dei marciapiedi per ampliare i percorsi pedonali mentre non convince la convivenza bici e pedoni. «Per una visione organica, sarebbe utile riprendere il Piano urbano per la mobilità, correggerlo magari. Piccoli interventi frequenti e in tempi certi - chiude – sarebbero l’ideale». —
Valeria Parrini
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