Il lutto
Furti in Val di Cornia In 14 rinviati a giudizio
pisa. Per sette mesi in provincia di Pisa, e anche oltre i confini pisani, come a Riotorto e a Campiglia, avrebbero battuto case e negozi collezionando 23 tra furti e rapine. Martedì i 14 imputati di quella che era una banda a composizione variabile con la “zia” a fare da collante tra le parti albanesi e rom, compariranno martedì davanti al gup.
Il pm ha chiesto il rinvio a giudizio per reati che vanno dai furti di orologi e preziosi alle rapine (due episodi), alla ricettazione e all’uso illegale di carta di credito e di armi da sparo.
Uno degli imputati è accusato di cessione di sostanze stupefacenti. Gli episodi vanno dall’ottobre 2016 al maggio 2017.
Un’indagine lunga quella dei carabinieri con intercettazioni ambientali e telefoniche, fino alla richiesta di rinvio a giudizio. Non si tratta di un’associazione a delinquere con una struttura organizzata.
Per gli inquirenti i gruppi che commettevano i furti variavano nella loro adesione occasionale al colpo e non c’era una responsabilità piramidale. Il nucleo centrale delle intese della gang finito nelle carte è il frutto di un accordo tra la componente albanese e quella rom di Coltano.
La statistica messa in insieme dai carabinieri offre un’antologia di 23 tra furti e rapine, in provincia, ma anche fuori.
A Riotorto e a Campiglia la banda - che spaziava praticamente in tutta la Toscana - colpì in due abitazioni, con dei furti, senza conseguenze per le persone.
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