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La Torre di Baratti difesa lanciando pietre, Torre Mozza comandata dalle sorelle Bordi

Cecilia Cecchi
Una storica cartolina della Torre di Baratti intorno al 1930, al centro del golfo ancora le strutture di servizio della miniera
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Una storica cartolina della Torre di Baratti intorno al 1930, al centro del golfo ancora le strutture di servizio della miniera

Le battaglie dell’Ottocento in bilico tra storie, leggende e curiosità. Il Comitato cultura e territorio sta riorganizzando il sito internet

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BARATTI.  Difendersi dall’assalto con le pietre a Baratti. A colpi di cannone da piazza Bovio. Incontrare due donne al comando di Torre Mozza o i corsari arrestati a Torre del Sale. In bilico tra storie, leggende, curiosità più riflessioni sulla dimensione di battaglie “andate in scena” tra le torri della nostra costa nell’Ottocento, soprattutto contro gli inglesi.


Il Comitato cultura e territorio sta riorganizzando il sito internet con le pubblicazioni fatte su Facebook dal 2019. Materiale inedito su Baratti e piazza Bovio: per l’accesso alle informazioni basta un clic. «La valorizzazione del territorio e delle strade bianche – confermano dal Comitato, cittadini portatori di diverse sensibilità ed interessi – passa attraverso la riscoperta e la ricerca di quegli eventi storici che hanno lasciato il segno».


Documenti ed immagini storiche insieme dal sito dei progetti da Baratti al Cornia.
Qui il racconto della tarda mattina del 6 ottobre 1808. Protagonista (ed anche se non lo sa, eroe dell’evento) il tenente Frangialli, al comando della Torre di Baratti che avvista sei bastimenti mercantili genovesi a gonfie vele verso la spiaggia, inseguiti da un bricco inglese armato con 18 cannoni. I cinque velieri più veloci riescono ad ancorarsi nell’area protetta dal Forte, il sesto, più lento, difeso dal fuoco della Torre. Il comandante del bricco, determinato ad appropriarsi del ricco convoglio in rada, si porta a tiro della Torre. Primi colpi contro il Forte. Frangialli e due soldati di guarnigione (ma uno già inviato a Piombino per chiedere aiuto). Inalberata bandiera francese – a Piombino la Baciocca –, si va avanti a colpi di cannone. Il tenente colpisce il Bricco a poppa ma gli inglesi non solo rispondono al fuoco, passando all’attacco da terra. Frangialli, “per eccesso di prudenza” ha riunito una discreta quantità di grosse pietre, ed inizia a lanciarle dall’alto sugli aggressori accalcati all’ingresso, e questi lasciano perdere. Torre danneggiata e scoperchiata, morte e feriti tra i difensori “arruolati” a Baratti. Nella notte arrivano rinforzi da Piombino: la battaglia finisce qui. La principessa Elisa Bonaparte Baciocchi ricompensa Frangialli, lo promuove capitano del Porto di Piombino e lo propone all’Imperatore per la “decorazione della Legion d’Onore”.
Non si sfugge a voler scoprire cos’è successo il 15 marzo 1808 quando una fregata e un corsaro inglese incrociano per tutto il giorno davanti a Piombino. Mentre c’è un convoglio di filughe mercantili provenienti dall’Elba che tenta di sfuggire agli inglesi: stavolta i colpi di cannone partono da piazza Bovio. Ecco le sorelle Gaetana e Onorata Bordi a difendere Torre Mozza dall’attacco di un bricco inglese armato di cannoni (8 maggio 1805). E poi gli otto spietati corsari comandati da Martino all’assalto di un veliero con un carico ricchissimo che imperversano tra la costa e Montecristo, per essere arrestati a Torre del Sale. «Non si saprà mai – spiegano al Comitato – quanto l’esaltazione della vittoria o la propaganda possano aver alterato i fatti. Ma ciascuna torre ha un storia da raccontare, e i testi ci permettono di ricostruirle». C’è da imparare. –

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