Toscana
Capoliveri piange il farmacista con il talento del ping pong
Maurizio Lazzeri fu premiato nel 2014 con la Medaglia d’oro per i 50 anni di attività Dal 1964 tanti consigli e sorrisi per i paesani che perdono un punto di riferimento
CAPOLIVERI. Alla notizia della morte di Maurizio Lazzeri (88 anni), lo storico farmacista di Capoliveri, avvenuta mercoledì pomeriggio presso l’ospedale di Portoferraio, si è innescato un ininterrotto via vai di persone che si sono recate nella sala mortuaria del nosocomio. Tanti volti tristi, commossi. Molti capoliveresi che hanno voluto dare l’ultimo saluto all’amico scomparso, confortare i familiari della dolorosa perdita.
Questa mattina, grazie all’impresa funebre Posini, la salma raggiungerà Livorno dove sarà cremata. Le ceneri faranno ritorno all’Elba che gli aveva dato i natali, e a Capoliveri, presso il cimitero del paese attorno alle 16 di questo pomeriggio, prima della sepoltura, si svolgerà una piccola cerimonia di commiato alla persona che ha così tanto amato Capoliveri e la sua gente per più di mezzo secolo.
Maurizio Lazzeri è un esempio concreto di come una persona possa a far combaciare la professione (si era laureato in Farmacia a Siena) con quella che era la sua passione, la sua naturale indole che lo spingeva sempre nell’aiutare gli altri per oltre mezzo secolo. Al punto che lo stesso Ordine dei farmacisti, nel 2014, lo aveva premiato con la medaglia d’oro per i suoi cinquant’anni di professione.
Lazzeri sistemò la propria attività nel centro di Capoliveri nel 1964, all'Isola d'Elba. E dopo tanti anni c’è ancora la farmacia che porta il suo nome, fondata nel 1964 e gestita dai figli Franca e Carlo a partire dal 2006. La moglie, Paola, è stata per molti anni insegnante elementare in paese. «Un vero galantuomo, onesto come pochi, una grande persona – lo ricorda il parroco di Capoliveri, don Emanuele Cavallo – Ha sempre messo al primo posto la salute e il bene della gente».
Una persona che si era perfettamente integrata a Capoliveri. «È stato uno sportivo anche di un certo livello – ci dice l’ex sindaco Ruggero Barbetti – Ha partecipato anche ai mondiali di tennis da tavolo destinato ai farmacisti figurando nelle competizioni. Istituì corsi gratuiti di ping pong per i bambini di Capoliveri. Era anche un provetto cacciatore che conosceva come le sue tasche il nostro territorio».
Quando Lazzeri rilevò la farmacia in via Mellini, Capoliveri e l'Elba non avevano ancora conosciuto il turismo. Negli anni '60 l'economia si basava essenzialmente sull'agricoltura, artigianato e sull'estrazione mineraria. Ci volle molto coraggio, o incoscienza, o lungimiranza nell'investire in qualcosa che in un'epoca economicamente difficile rappresentava un vero e proprio salto nel buio. Lazzeri corse il rischio. E gli andò bene. «Era una persona cordiale – aggiunge Ornella Vai – Disponibile, competente. Era sempre sorridente quando si entrava nel suo negozio e pronto alla battuta. Era amante della buona cucina».
Pensò alle ristrutturazioni quando le cose cominciarono a prendere una certa piega e l’economia di Capoliveri a viaggiare a gonfie vele, prima nel 1970, poi nel 1989. Nel 1993 la sede si trasferì in via Claris Appiani, dove si trova tutt’ora e dove maggiore è lo spazio. Lazzeri è stato un volto familiare per un’intera comunità. Ed è per questo che oggi Capoliveri si sente un po’ più vuota. —
Lu.Ci.
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