Sicurezza
Burlando replica a Sapere «Accuse infondate»
PORTOFERRAIO. Non ci sta il direttore del Parco nazionale Maurizio Burlando a subire passivamente l’attacco del comitato contro il dissalatore di Mola. Il presidente del comitato lo ha accusato di aver cambiato idea sul progetto in maniera fin troppo repentina. Un’accusa che il direttore del Parco rispedisce al mittente. «Sapere ha artatamente riportato solo alcuni passaggi delle note a mia firma – spiega Burlando – mi limito a evidenziare che l’Ente Parco è stato chiamato a fornire un contributo tecnico in un procedimento di verifica di assoggettabilità relativamente alle opere marittime di variante del dissalatore (previsto in un settore esterno al confine dell’area protetta) la cui competenza è dell’amministrazione regionale. A una prima nota di fine giugno, che aveva esaminato il contesto e prefigurato alcuni approfondimenti tecnici, è seguita una seconda nota dell’Ente Parco a fine luglio che ha preso atto della documentazione integrativa nel frattempo presentata da Asa alla Regione Toscana, particolare questo volutamente omesso da Sapere. Sulla base di tale documentazione integrativa l’Ente Parco ha trasmesso il contributo a Regione Toscana, la quale, sentiti i vari soggetti coinvolti nel procedimento, ha definitivamente adottato il provvedimento di propria competenza in applicazione delle procedure e della normativa vigente».
Burlando ribadisce che la decisione di assoggettare un progetto a procedura di valutazione è compito specifico della Regione: «L’impianto del dissalatore e le opere accessorie a terra e a mare sono fuori dall’area protetta e che il contributo predisposto dall’Ente Parco, sulla base della documentazione tecnica a disposizione, si è limitato ad escludere che le opere a mare possano avere ripercussioni negative sul sito Natura 2000 terrestre Elba orientale IT5160102, senza ovviamente esprimere alcunché su altre eventuali tipologie di impatto, di stretta competenza di altre amministrazioni». —
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