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Il grido di allarme del sindaco «Lesi i nostri diritti alla salute»

Il grido di allarme del sindaco «Lesi i nostri diritti alla salute»

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MARCIANA. Un servizio chiave come quello del medico di base si è trasformato in pochi mesi da certezza a diritto da conquistare. Una situazione «intollerabile», per il sindaco di Marciana Simone Barbi che ormai da mesi ha lanciato l’allarme, senza ottenere in cambio risultati significativi.

«I medici di base sono i pilastri dell’assistenza sanitaria, possono tranquillizzare o mettere in guardia rispetto a un sintomo, possono fare educazione sanitaria e conseguentemente prevenzione, possono fare visite domiciliari gratuite in casi urgenti . E il Covid ha mostrato anche come la domiciliarità delle visite sia essenziale», fa presente il primo cittadino di Marciana che, dal primo di aprile, rischia di amministrare un comune con circa 900 assistiti scoperti dal servizio di medicina generale.

«Da vent’anni in tutta l’Italia manca il ricambio generazionale, perché la programmazione delle Università è “scollata” dalla realtà, e non è allineata alle necessità del servizio sanitario – argomenta il sindaco di Marciana – pertanto, quando un medico va in pensione si inizia a navigare a vista. Anche perché si è deciso di ridurre progressivamente l’assistenza territoriale accentrando la possibilità di cure nei luoghi più importanti. La sanità non è stata gestita né con senso di umanità né con lungimiranza e i nostri paesi, che da lungo tempo soffrono di un eccessivo turnover, al quale in qualche modo ci siamo adeguati, oggi sono privi dei servizi che fanno di un paese un paese civile. I medici attualmente operativi nei comuni limitrofi, ai quali attualmente bisogna rivolgerci, sono in affanno. Quale “ascolto” e “cura” potrebbero offrire? Allora mi domando come ci si può aspettare che le popolazioni abbiano pazienza e tacciano e subiscano lungamente quando viene palesemente leso il loro diritto alla salute, che è costituzionalmente riconosciuto. Mi si dice che non ci sono medici in graduatoria disponibili, inoltre sappiamo che il nostro è un territorio poco appetibile, ampio e decentrato, ma questo non è un morivo valido per considerare coloro che coraggiosamente rimangono a presidiarlo come cittadini di serie B, perché è questo che sta succedendo».

Barbi chiede un intervento immediato : «si prevedano incentivi, “premialità” per chi si renda disponibile a operare nei nostri territori “scomodi” e da parte dell’amministrazione comunale garantisco la massima disponibilità ad accogliere eventuali richieste inerenti l’organizzazione logistica». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA



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