Gioco
L’operazione Pfizer Dalle prenotazioni alle somministrazioni
I primi sei ultraottantenni saranno vaccinati oggi a Livorno Gli altri dal 22. Ecco come stanno lavorando i medici di base
Claudia Guarino
piombino. I primi sei ultraottantenni saranno vaccinati oggi a Livorno dal dottor Fabrizio Cosci. «Per gli altri le iniezioni prenderanno il via dal 22 febbraio – spiega Pasquale Cognetta, presidente dell’ordine provinciale dei medici – quando molti medici di base avranno a disposizione sei dosi di Pfizer ciascuno (a settimana, ndr)». Ma già da questa settimana i medici dovrebbero poter fissare gli appuntamenti. Il condizionale è d’obbligo, perché essendo il sistema in fase di rodaggio le cose potrebbero cambiare da un momento all’altro. Per esempio: inizialmente sembrava che i medici di famiglia dovessero collegarsi al portale regionale per prenotare le dosi, mentre di recente si è fatta strada l’idea di una funzione dedicata da attivare sul computer di ogni dottore. Ma vediamo come lavoreranno i medici di base.
LE TELEFONATE. Prima di tutto non c’è bisogno di correre dal proprio dottore, perché sarà lui a telefonare ai pazienti che hanno più di 80 anni per informarsi sulla loro volontà o meno di vaccinarsi. Dato che i medici, per le prime settimane, avranno solo sei dosi a disposizione, dovranno decidere chi chiamare. «Procederò su base anagrafica partendo dal più anziano – dice la dottoressa Patrizia Moschini, medico di Piombino e coordinatrice dell’aggregazione territoriale funzionale 9, che raggruppa i dottori di famiglia della città – Ho già iniziato a telefonare per verificare le disponibilità».
GLI APPUNTAMENTI. Appena sarà a portata di mano lo strumento per le prenotazioni «dovremo fissare sei appuntamenti in un unico giorno della settimana, perché il flacone una volta aperto non può essere richiuso – dice Stefano Musi, medico coordinatore dell’aggregazione funzionale Val di Cornia nord – I pazienti che non vorranno fare il vaccino dovranno invece firmare un documento di rifiuto».
LA SOMMINISTRAZIONE. Inoltrata la prenotazione, «il flacone di Pfizer viene scongelato e inviato nei luoghi previsti» spiega Musi. Inizialmente i flaconi arriveranno nella sede condivisa dai dottori organizzati in gruppi perché, dopo la giornata dimostrativa di oggi a Livorno, «nell’ultima settimana di febbraio – dice Cognetta – solo i medici aggregati potranno vaccinare, cioè coloro che sono uniti in gruppi o associazioni (e che normalmente condividono uno spazio comune entro cui lavorare, ndr). Poi (probabilmente da inizio marzo, ndr) saranno coinvolti anche i medici singoli». A quel punto i dottori indicheranno le farmacie dove far arrivare il vaccino. «Io e gli altri quattro medici del gruppo faremo le somministrazioni in ambulatorio», specifica Moschini. «Per le prime tre settimane (compresa quella che inizia oggi, ndr) sono previste sei dosi di vaccino per ogni medico coinvolto – sottolinea la direttrice della Società della salute Donatella Pagliacci – Mentre dalla quarta settimana inizierà a essere distribuito anche il secondo flacone, in modo tale da garantire i richiami». Perché, lo ricordiamo, per il Pfizer l’iniezione della seconda dose è prevista dopo 21 giorni dalla prima. In questo momento non ci saranno invece vaccinazioni a domicilio perché il Pfizer «una volta diluito non è trasportabile – afferma Cognetta – Per quelle dovremo aspettare di avere a disposizione il Moderna».
DUBBI E PERPLESSITÀ. «Queste prime settimane sono da considerarsi come una sorta di rodaggio del sistema – spiega Cognetta – Credo che il prossimo mese sapremo le cose in maniera più precisa. Molti medici comunque vorrebbero che l’Azienda sanitaria mettesse a disposizione una struttura centralizzata per le somministrazioni e che garantisse la presenza di infermieri. «Chiederemo all’Asl di istituirne una in ogni zona». —
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