Il Tirreno

edilizia e dissesto idrogeologico 

I muretti a secco elbani studiati dall’Università

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PORTOFERRAIO. Il Parco nazionale dell’Arcipelago toscano e l’Università degli studi di Firenze (dipartimento di scienze e tecnologie agrarie, alimentari, ambientali e forestali) hanno firmato una convenzione per portare avanti, sul territorio dell’isola e del resto dell’arcipelago toscano, un censimento e uno studio approfondito del patrimonio delle murature a secco.

Lo studio è ritenuto di notevole interesse dall’Università in un contesto paesaggistico nel quale, ormai da decenni, l’espansione edilizia generalmente poco controllata ha comportato un progressivo abbandono delle aree agricole comportando, come una sorta di reazione a catena, dei danni alla biodiversità e per l’equilibrio idrogeologico dei territori.

In questo contesto gli studiosi ritengono fondamentale programmare un’attività di ripristino del sistema dei muretti a secco tipici delle diverse isole dell’arcipelago toscano «che non può non prevedere una fase di indagine preliminare sulla situazione attuale della consistenza, delle tipologie costruttive, dello stato di conservazione», si legge nella relazione curata dall’Università di Firenze. Un gruppo di ricercatori universitari lavorerà per più giorni nelle isole dell’arcipelago, Elba compresa, con l’obiettivo di censire e mappare con l’utilizzo di strumenti di telerilevamento il patrimonio delle murature a secco nelle isole.

I costi previsti per il compimento del progetto concordato tra Università degli studi di Firenze e Parco nazionale dell’Arcipelago toscano sfiorano i 40mila euro. —

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