Il Tirreno

under 55 e over 80 

Via alle vaccinazioni ma i medici di famiglia sono ancora all’oscuro

Claudia Guarino

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PIOMBINO. Giovedì 11 e lunedì 15 febbraio via alla campagna vaccinale rivolta agli under 55 delle categorie di lavoro essenziali e agli ultraottantenni. Ma se per i primi la procedura è diretta, per i secondi passa dai medici di famiglia che dicono di non aver ricevuto ancora comunicazioni ufficiali.

«Mi chiedo come faremo a iniziare a vaccinare già da lunedì», dice la dottoressa Patrizia Moschini, coordinatrice dei medici di famiglia di Piombino. «Per ora sappiamo solo quello che leggiamo sui giornali», concorda il dottor Stefano Musi, coordinatore dell’aggregazione territoriale che raccoglie i medici di Campiglia, San Vincenzo, Sassetta, Monteverdi, Suvereto e Riotorto.

«Siamo sommersi dalle telefonate dei pazienti – dicono – E ci chiedono informazioni che al momento non siamo in grado di dare. Siamo noi a dover vaccinare, ma siamo gli ultimi a sapere le cose.

Ricordiamo che per gli under 55 la Regione ha previsto dei punti vaccinali, alla Sefi di Venturina, al centro sociosanitario del Perticale di Piombino e alla sala della Provincia di Portoferraio. Nel caso degli ultraottantenni, il medico di famiglia potrà invece prenotare sul portale regionale dedicato le dosi per i propri assistiti e poi eseguire la vaccinazione sia in ambulatorio sia a casa del paziente, se questo versa in precarie condizioni di salute.

«Il 15 febbraio è lunedì prossimo, dunque i tempi sono stretti» dice Musi. Il Pfizer, che deve essere conservato a temperature molto basse, sarà scongelato, una volta ricevuta la richiesta del medico e sarà inviato alla farmacia indicata. «Poi dobbiamo andare a prenderlo. Ma quello è un vaccino che non va, per così dire, sballottato», concordano Musi e Moschini. Insomma, qualche perplessità c’è. Soprattutto perché serve organizzazione. E l’organizzazione degli ambulatori richiede del tempo. «Un medico ha di media 200 pazienti con più di 80 anni – spiega Moschini – Quanto tempo servirà per vaccinare tutti coloro che lo chiederanno? Come ci dobbiamo organizzare con le altre visite? Non sarebbe il caso di prevedere un infermiere?». Poi c’è un’altra questione. I medici di base hanno sempre ritenuto che, per poter vaccinare, dovrebbero prima essere vaccinati. «Io farò la prima dose domani (oggi ndr) – sottolinea Musi – Quindi lunedì non sarò coperto dal vaccino. Non è un impedimento alla somministrazione, ma è un fatto che ci siano medici di famiglia non ancora vaccinati». –

Claudia Guarino

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