Il Tirreno

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Scogliera a difesa di Sant’Andrea La Regione rimanda il progetto

Lu.Ce.
Scogliera a difesa di Sant’Andrea La Regione rimanda il progetto

L’intervento contro l’erosione della spiaggia dovrà passare dalla valutazione di impatto ambientale

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MARCIANA. Il progetto per la realizzazione di una scogliera sommersa a protezione della spiaggia gioiello di Sant’Andrea, proposto dal Comune di Marciana, dovrà passare dalla procedura di valutazione di impatto ambientale.

È quanto ha deciso la Regione Toscana, con un decreto dirigenziale emesso il 2 febbraio scorso, in seguito a un lungo percorso autorizzativo a cui hanno partecipato a vario titolo le istituzioni e gli enti di controllo coinvolti (dalla Soprintendenza, fino al Genio civile). Insomma: non ci sarà una procedura rapida, ma serviranno altri approfondimenti tecnici per valutare l’impatto del progetto, rispolverato dall’amministrazione comunale marcianese nell’ottobre del 2020. Il progetto, infatti, risale al 2002, ma all’epoca non fu portato a termine.

Il maltempo dell’ottobre 2018 e i problemi mai risolti dell’erosione costiera (ogni quattro anni la spiaggia di Sant’Andrea viene sottoposta a costosi interventi di ripascimento) hanno convinto l’amministrazione a spingere per ottenere un intervento di ingegneria naturalistica più incisivo. Come? Il progetto in esame consiste nella realizzazione di una scogliera soffolta (sommersa), che sarà posizionata a una distanza media della linea di riva di circa 80 metri.

La scogliera avrà una lunghezza complessiva di 100 metri e larghezza di circa 20 metri e sarà posta a un metro e mezzo di profondità. Una sorta di barriera sottomarina che, secondo quanto auspicato dai progettisti, servirà a proteggere la spiaggia di Sant’Andrea, alle prese da anni con il fenomeno dell’erosione costiera. «La spiaggia è di modeste dimensioni (lunga circa 150 metri e profonda massimo 10 metri) – si legge nella relazione della Regione Toscana – ed è caratterizzata da una chiara sabbia granitica lambita da un mare turchese. Il fondale degrada dolcemente nei primi metri, per poi inabissarsi velocemente.I fenomeni erosivi in atto minano l’integrità della spiaggia e la sua fruibilità ai fini balneari, con ricadute negative sul turismo. Il Comune di Marciana interviene, infatti, oramai da 12 anni con frequenza quadriennale con interventi di riprofilatura stagionale; tali interventi esauriscono il loro effetto in circa due anni. Dall’analisi di questa situazione, oramai accertata e monitorata, nasce l’esigenza di realizzare un intervento di protezione costiera più strutturale, quale quello del presente progetto». L’idea era quella di intervenire in tempi rapidi: per questo motivo l’amministrazione ha presentato istanza di non assoggettabilità del progetto alla procedura di Via, allegando in seguito un contributo per chiarire alcuni punti critici già emersi quando il progetto fu presentato nel 2002. La nuova documentazione è stata inoltrata agli enti coinvolti, tra i quali figurano la Soprintendenza ai beni paesaggistici e il Genio civile. Quest’ultimo in particolare ha chiesto ulteriori approfondimenti per chiarire l’impatto dell’opera.

«Dall’esame istruttorio svolto sul progetto, dalla documentazione complessivamente presentata dal proponente, dal contenuto dei contributi tecnici istruttori pervenuti dai soggetti interessati non può essere esclusa la presenza di effetti negativi significativi sull’ambiente tali da richiedere – si legge nel decreto pubb licato lo scorso 2 febbraio della Regione Toscana – per la loro precisa individuazione e valutazione e per la successiva identificazione delle misure di mitigazione ad essi relative, è opportuno lo svolgimento di una procedura di Via, con riferimento agli aspetti delineati in precedenza, riferiti alla tutela del paesaggio ed all’analisi di alternative progettuali meno impattanti, anche di livello strategico». —



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