Il dolore
«Il nostro ospedale funziona bene in rete»
PORTOFERRAIO. «L’ospedale elbano non è un corpo estraneo rispetto al resto del sistema sanitario ma opera sempre in rete con questo». Così l’Asl Toscana Nord Ovest risponde ai vari interventi pubblicati in questi giorni sulla stampa, l’ultimo dei quali riferito al Difensore civico della Toscana che ha posto degli interrogativi sui numerosi trasferimenti dei pazienti in continente per le terapie. «Per far fronte a richieste di specialità chirurgiche o mediche l'Ausl già prevede, in base alla tipologia di prestazione, che singoli professionisti siano inviati nella zona dell'Elba – spiegano dall’azienda – il teleconsulto è inoltre già in essere per numerose specialità. Esiste già, infatti, il sistema di teleconsulenza radiologica che connette tra di loro tutti e 12 i pronto soccorso aziendali, compreso quelle di Portoferraio. Della rete fa parte anche l'ospedale pediatrico Meyer di Firenze, in modo da valutare il quadro clinico dei piccoli pazienti, completare la diagnosi, stabilirne la gravità e valutare la necessità del trasporto al Meyer oppure se continuare i trattamenti nell’ospedale che ha chiesto la consulenza».
L’Asl risponde anche alle critiche riferite al sottoutilizzo della nuova camera iperbarica, inaugurata nel giugno scorso grazie ad un investimento di 450mila euro. « È attualmente utilizzata per diverse patologie e ha già avuto modo di dimostrare la sua utilità non solo per far fronte a eventuali incidenti subacquei, ma anche per altre casistiche, come ad esempio il salvataggio di un paziente intossicato da monossido di carbonio lo scorso dicembre – spiegano dall’Asl – Per utilizzare al meglio questa risorsa tecnologica di ultima generazione, si sta predisponendo un progetto per l'utilizzo della camera iperbarica anche per altre patologie che hanno a che fare con problemi diabetici, oculistici, di circolazione ai vasi sanguigni delle gambe oppure ortopedici». «Infine – conclude l’Asl – il passaggio con il traghetto avviene in totale sicurezza e solo per i casi che non è possibile gestire sull'isola, per esempio la radioterapia, oppure nell'evenienza che il singolo cittadino decida di curarsi in altre zone». —
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