Gioco
Authority, ora il match si sposta sul numero due Chi c’è nel toto-nomi
Fra le ipotesi la soluzione interna (con Gagliani, Paroli o la piombinese Macii), le “stellette” di Tarzia, Agostinelli o Busdraghi, il manager Cioni e l’outsider Caridi
Mauro Zucchelli
Livorno. Fra neanche una settimana il contrammiraglio Giuseppe Tarzia lascerà il quartier generale della Capitaneria di porto nel cuore del Porto Mediceo: lo farà poche ore dopo aver spento 63 candeline sulla torta.
Ma chissà se farà la valigia per lasciare anche Livorno o se invece, lasciate uniforme e stellette per indossare la giacca, se ne andrà a meno di mezzo miglio di distanza, salendo le scale che ha già tante volte salito negli ultimi tre anni e mezzo per le riunioni del comitato di gestione dell’Authority. Dopo che la ministra Paola De Micheli hanno risolto con tre mesi di anticipo con l’incarico a Luciano Guerrieri il toto-nomi per la poltronissima di presidente (nelle prossime ore dovrebbe esserci il voto in commissione parlamentare), adesso il valzer delle ipotesi riguarda il ruolo di segretario generale e proprio Tarzia è uno dei nomi che rimbalzano nella roulette delle supposizioni.
Non è ovviamente l’unico. La modalità di nomina del presidente senza più il passaggio delle designazioni locali raffredda di parecchio il tourbillon dei nominativi perché di fatto la questione si gioca fra ministro e presidente della Regione. È probabile che a trasformarsi in un ring sia l’altra nomina in tandem con il numero uno di Palazzo Rosciano: quella del segretario generale. Basti ricordare il duello rusticano che ha dovuto affrontare l’avvocato Giuliano Gallanti – l’uomo che riuscirà nella titanica impresa di dare a Livorno un Prg portuale dopo più di 60 anni – per ottenere, nonostante l’esplicito altolà del Pd locale, l’arrivo di Massimo Provinciali dai vertici della dirigenza ministeriale.
Il toto-nomi si apre prima di tutto guardando sotto il tetto dell’ente. E qui troviamo, come già segnalato, due dirigenti che hanno già ricoperto il ruolo di segretario generale: da un lato, Roberta Macii che è rientrata a Palazzo Rosciano dopo esser stata segretaria generale all’Authority di Civitavecchia (e che ha nel curriculum l’impegno ai vertici della “macchina” burocratica dell’istituzione portuale piombinese negli anni di Guerrieri presidente); dall’altro, Simone Gagliani che nel periodo di sospensione di Provinciali il segretario generale facente funzione a Palazzo Rosciano l’ha fatto già (dopo che Gabriele Gargiulo ha passato la mano). C’è anche un terzo nome in ballo fra i dirigenti dell’ente di scali Rosciano: si tratta di Matteo Paroli, anche lui alla guida dell’apparato per un certo periodo qualche anno fa, e adesso provvisoriamente “distaccato” perché numero due a Ancona al fianco di Rodolfo Giampieri, alle prese anch’egli con il rebus di quel che gli accadrà adesso che è finito il mandato.
Dal fronte di Palazzo Civico si è messa in evidenza la figura di Barbara Bonciani, prima assessora al porto: anch’essa appartenente ai ranghi di Palazzo Rosciano, ma a livello funzionariale.
C’è da tener conto che siamo anche in una fase di attivismo della sponda militare del governo del mare sotto le insegne dei comandanti della Guardia Costiera: l’ha interpretata Tarzia. Ma pure le nomine del Comune di Livorno in comitato di gestione si sono affidate prima al contrammiraglio Umberto Marsili e poi, con le sue dimissioni in autunno, al comandante Nerio Busdraghi, tanto l’uno come l’altro dopo il pensionamento dai ruoli militari. Potrebbe essere questo l’indizio di una ipotesi Busdraghi? È un volto assai conosciuto dalle nostre parti: non ci si dimentichi che gli oltre trent’anni di carriera militare, a parte il periodo iniziale a Brindisi e una fase a Roma al comando generale, sono stati fra Livorno, Piombino e Elba con varie responsabilità fino alla guida del reparto tecnico-amministrativo.
Non è chiaro se, sempre in questa chiave, potrebbe esserci spazio per il contrammiraglio Andrea Agostinelli, livornese, da quasi sei anni al timone di un porto complicato come Gioia Tauro con l’apprezzamento delle realtà locali per i risultati conseguiti: resta da capire se dopo esser stato a lungo in ballo con Guerrieri come papabile presidente ora potrebbe fare da numero due.
Resta da capire se si applichi ancora la “legge Madia” che stoppa gli incarichi a chi è in pensione.
Arriva invece dal fronte degli operatori privati un altro nome livornese doc: stiamo parlando di Raffaello Cioni. Se ora è direttore operativo di Apm-Maersk nel maxi-terminal del colosso danese a Vado. È questo solo l'ultimo incarico di una lunga carriera coin crescenti responsabilità sul fronte del porto dal lato dei terminal (che non guasterebbe di fronte alla missione di realizzare il nuovo terminal della Darsena Europa). Nel curriculum anche i ruoli in plancia di comando negli ultimi vent'anni a La Spezia così come a Livorno in Tdt, poi Cagliari e quindi ai vertici della direzione commerciale di casa Contship.
L’ultima sottolineatura è per un outsider. Se nel calcio il Pisa si è presa un calciatore ex amaranto, come numero due dell’Authority livornese potrebbe arrivare un manager pisano: non è affatto casuale il riferimento a Giandomenico Caridi, che ha guidato la crescita della Navicelli spa. —
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