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Troppi pazienti trasferiti per terapie Il caso sul tavolo del difensore civico
PORTOFERRAIO. I tanti trasferimenti dei pazienti elbani nelle strutture del continente per effettuare terapie sanitarie è finito sul tavolo del difensore civico della Toscana. Il dottor Sandro Vannini, infatti, ha aperto una procedura formale con la quale chiede chiarimenti al direttore generale della Asl Toscana Nord Ovest Maria Letizia Casani e all’assessore alla sanità della Regione Simone Bezzini. A motivare l’azione del difensore civico toscano l’intervento del consigliere comunale Luigi Lanera, riportato sulle pagine del Tirreno.
«Mentre è comprensibile che per tenere aperto un reparto ospedaliero per prestazioni cliniche è necessario raggiungere determinate soglie in relazione al numero degli interventi e che per fare fronte alle urgenze possa essere critico dovere spostare equipe chirurgiche o mediche – si legge nella nota del difensore civico della Toscana – non si comprende come uno specialista dell’azienda sanitaria che fa riferimento a un’area clinica di un distretto della terraferma non possa periodicamente essere inviato all’ospedale di Portoferraio per eseguire in quella sede prestazioni cliniche e visite e sia necessario spostare invece il paziente con costi ulteriori o per il servizio pubblico o, peggio, per il paziente stesso».
In alternativa, ricorda il difensore civico, durante l’emergenza Covid si è fatto molto ricorso al teleconsulto e «non si vede – spiega – perché non possa essere applicato in forma stabile per le realtà come quella elbana». Non solo. Il difensore civico chiede se effettivamente sia vero che la camera iperbarica «non è utilizzata per i casi di terapie non urgenti che richiedano l’utilizzo programmabile – spiega – comprenderei un suo sottoutilizzo nei mesi estivi in cui a fronte di un’urgenza sia necessario tenerla libera, ma non adesso che la stagione invernale e la pandemia rendono quasi inesistente l’attività di sub amatoriale o per lavoro».
Il difensore civico conclude specificando che «pochissimi traghetti sono attrezzati per il trasporto dei malati e dell’equipaggio in coperta con il risultato che in caso di persone non in grado di deambulare autonomamente l’equipaggio del mezzo ed il malato sono costretti a restare nel parcheggio del traghetto con gravi disagi e rischi per la salute. Quindi lo spostamento in traghetto comporta rischi e disagi che è bene limitare il più possibile».
«La vicenda mi sembra presentare aspetti di valenza generale in merito all’opportunità di valutare azioni normative o indirizzi generali», conclude il difensore civico che chiede ufficialmente dei chiarimenti all’azienda sanitaria. –
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