Gioco
Salvini interviene dal Senato in difesa del Punto nascita
Piombino, il leader della Lega: «È una follia, noi siamo al fianco delle mamme e dei papà». Forza Italia-Udc-Civici attacca i Comuni di San Vincenzo e di Campiglia
PIOMBINO. "Governo e Regione Toscana vogliono chiudere il punto nascita dell'ospedale di Piombino. Follia. La Lega sta dalla parte delle mamme e dei papà: l'unica cosa che merita un taglio è il malgoverno di 5Stelle e sinistra». Così il leader della Lega Matteo Salvini, che ieri dal Senato è intervenuto sulla situazione del Punto nascita di Piombino, chiuso ormai da tempo, e così pare, destinato a non essere operativo ancora per chissà quanto.
« Da alcuni giorni – aggiunge il leader della Lega – il sindaco di centrodestra di Piombino Francesco Ferrari e la giunta comunale stanno svolgendo quotidianamente un presidio di protesta di un’ora davanti all’ospedale cittadino di Villamarina per chiedere alla Regione Toscana e al ministero della Salute - conclude - chiarezza sul futuro del nosocomio».
Sul Punto nascita intervengono anche Davide Anselmi, Mario Atzeni, Luigi Coppola, Cristina Tomi, Marco Viti del gruppo consiliare FI-Udc-Civici Popolari Liberali, quasi tutti fuoriusciti da gruppo Ferrari Sindaco. «Il diritto alla salute è trasversale, al di là degli orientamenti politici di ciascuno. Tale diritto - sostengono - è garantito dalla nostra Costituzione, pertanto, tutte le Istituzioni, tutti i partiti politici, tutti i cittadini, devono impegnarsi affinché si affermi tale principio. In questi giorni i cittadini della Val di Cornia, prendendo spunto dalla pressoché definitiva chiusura del Punto nascita, sono impegnati nella difesa dell' ospedale di Villamarina, nella difesa del proprio diritto ad avere una struttura sanitaria efficiente che possa garantirgli la possibilità di una diagnosi ed una terapia adeguata. A questa iniziativa hanno aderito molte associazioni, alcune forze politiche, le amministrazioni del comune di Piombino e di Suvereto». I consiglieri attaccano poi i comuni “nemici” della Val di Cornia, a guida Pd.
«Non hanno aderito invece le amministrazioni di Campiglia e San Vincenzo. Legittima decisione, ci mancherebbe, ci chiediamo solamente se per costoro la difesa della salute dei propri cittadini abbia lo stesso valore della fedeltà al partito di appartenenza, come se lo svuotamento di potenzialità dell’ospedale Villamarina non causi danni e disagi anche alle loro rispettive comunità. Chi si ammala non pensa al proprio orientamento politico, tanto meno si pone il problema - concludono - dell'appartanenza del proprio sindaco, bensì, pretende di essere curato nel miglior modo possibile, vedendosi riconosciuti gli stessi diritti di tutti i cittadini della regione». —
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