Sicurezza
Cresce l’abuso di alcol Resta alto e stabile il numero dei giovani dipendenti dalla droga
In via Veneto ci sono anche persone col problema del gioco In tempo di crisi in troppi vanno in cerca di un colpo di fortuna
Claudia Guarino
PIOMBINO. Giuseppe, nome di fantasia, ha 30 anni. Il lockdown, la perdita del lavoro e la fatica di giornate tutte uguali sono un vortice da cui fa fatica a risollevarsi. Un giorno si è fatto un bicchiere in più, solo che poi non è riuscito a fermarsi. E la sua è una storia più comune di quanto si pensi.
«Dall’inizio dell’anno ci hanno già contattato quattro persone – spiega Manfredo Bianchi, volontario dell’Acat, associazione club alcolisti in trattamento della Val di Cornia – Normalmente a telefonare per chiedere aiuto è un familiare, che racconta di una situazione diventata insostenibile. Noi diamo un appoggio “umano”, di solidarietà. Ma se c’è bisogno di specialisti facciamo sempre riferimento al SerD».
Al SerD, servizio Asl per le dipendenze patologiche, spiegano che «nel 2019 e 2020 si registra un aumento dei pazienti in carico per tossicodipendenza, soprattutto legata all’utilizzo di oppiacei, e alcoldipendenza, con un lievissimo calo degli utenti con problematiche di gioco d’azzardo».
E secondo Bianchi, «le nuove forme di disagio sono collegate anche alla situazione che si è creata col Covid». La dottoressa Anna Adamovit, responsabile del SerD di Piombino in in via Veneto, offre un quadro numerico delle persone in carico. Attualmente «ci sono 218 utenti – spiega – di cui 160 con problemi di abuso o dipendenza da sostanze, 48 con problemi collegati all’alcol e 10 casi di gioco d’azzardo patologico». Nel 2020 gli utenti in carico erano 299, mentre nel 2019 erano 287. Ma il 2021 è appena iniziato. Leggendo i numeri, si nota che in due anni c’è stato un aumento di coloro che sono seguiti dal SerD per problemi di tossicodipendenza: si passa dai 199 del 2019 ai 210 del 2020. «Le sostanze maggiormente utilizzate sono cannabinoidi e cocaina, con un nuovo aumento nell’utilizzo di oppiacei – spiega Adamovit – Non solo eroina, ma anche antidolorifici contenenti oppiacei. E la modalità di utilizzo prevalente, per le sostanze stupefacenti, è attraverso il fumo».
Mentre, per quanto riguarda l’alcol, «rispetto agli anni precedenti vediamo un aumento di richieste d’aiuto da parte di giovani. E c’è anche un esordio precoce di problemi di tipo psichiatrico legati all’abuso di alcol, prevalente nel fine settimana». Questi i numeri: nel 2019 erano 60 le persone seguite dal SerD per dipendenza da alcol, nel 2020, invece, 65. E Bianchi, da parte sua, teme che «ci sarà un’impennata di richieste d’aiuto legate proprio al consumo di alcolici. Come dicevo, in 15 giorni abbiamo già ricevuto quattro chiamate, principalmente di trentenni. E stiamo già seguendo una ventina di persone in tutta la Val di Cornia, con le relative famiglie».
C’è anche un altro aspetto delle dipendenze. Forse meno conosciuto, ma di recente sempre più diffuso. «So che stanno aumentando i problemi legati al gioco d’azzardo – spiega Bianchi – E sono sempre di più coloro che vanno in cerca di un colpo di fortuna».
Su questo punto la dottoressa Adamovit spiega che «il numero stabile dei pazienti in carico per problematiche legate al gioco d’azzardo patologico (25 nel 2019 e 22 nel 2020) è legato all’erronea percezione da parte dei cittadini che il SerD si occupi solo di dipendenze da sostanze stupefacenti. Ecco perché, in accordo al piano regionale di contrasto al gioco d’azzardo, sono in campo progetti di sensibilizzazione per favorire l’accesso al servizi specialistici dedicati». —
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