Il Tirreno

campiglia marittima 

Mobilitazione contro la chiusura della banca

Annalisa Mastellone
Mobilitazione contro la chiusura della banca

Il Comune e Spi-Cgil: «Senza Bpm anziani e commercianti in difficoltà». In cantiere iniziative di protesta dei cittadini

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campiglia. Il borgo di Campiglia non può essere privato dell’unica banca che ha. Rappresenta un servizio importante nella quotidianità dell’intera comunità. Sindaco e giunta hanno rassicurato sull’impegno dell’amministrazione comunale nella difficile battaglia per lasciare aperta la filiale del Banco Bpm che, come riferito da alcuni correntisti, non sarà più operativa da giugno.

L’agenzia n. 02715 di piazza Mazzini rientrerebbe dunque nel piano industriale deciso dai vertici nazionali dell’istituto di credito, che prevede tagli e razionalizzazione delle varie agenzie, con l’obiettivo di potenziare quelle più strutturate.

Il tutto in virtù di una forte crescita dei servizi bancari digitali e di un conseguente calo degli accessi fisici in filiale.

«La prossima settimana incontreremo la direzione della banca» riferisce al Tirreno l’assessore al Centro storico Matteo Brogioni, che per primo si era interessato della situazione dello sportello campigliese, sin dalla prima chiusura lo scorso marzo col dirottamento dei clienti alla filale ventuinese.

«La chiusura dell’unica banca presente in paese – ribadisce – è un grosso problema per le persone che abitano il centro storico, in particolare degli anziani, ma penso anche ai commercianti. Si tratta di un servizio essenziale - prosegue - di cui la comunità del borgo non può essere privato, con tutti i disagi che comporta doversi recare alla filiale di Venturina Terme da parte degli anziani soli, chi è impossibilitato a guidare o farsi accompagnare, ma anche per i negozianti. Come amministrazione comunale useremo tutti i canali istituzionali per evitare la chiusura di questo presidio, coinvolgeremo cittadini, associazioni, partiti di ogni colore politico. Aspetto intanto fiducioso l’incontro con la direzione locale, e ci muoveremo di conseguenza. Non può una politica aziendale mirare solo a massimizzare il profitto».

Quando ci fu la prima chiusura a marzo, giustificata dall’istituto di credito per l’impossibilità di far rispettare la distanza di sicurezza per il Covid, ci furono appelli anche dal Pd, dai commercianti del borgo e dallo Spi Cgil, che tramite Renza Pallini, della segreteria, raccolse oltre 150 firme. Poi a settembre lo sportello riaprì, anche se con orario ridotto. «Dopo la raccolta firme – dice Franco Carmignani, segretario Spi Cgil – eravamo già pronti a mobilitarci con una protesta davanti alla filiale di Venturina Terme. Poi però riaprì. Ora siamo di nuovo pronti a manifestare con i nostri iscritti. Da loro abbiamo saputo, nei giorni scorsi, che Bpm avrebbe chiuso il 31 maggio, ma abbiamo subito chiesto un incontro con l’amministrazione comunale per coordinare insieme iniziative contro questa chiusura. Vengono danneggiati cittadini, commercianti ma soprattutto i pensionati, che spesso hanno difficoltà a spostarsi fuori paese, per vari motivi, e che non sanno oltretutto usare internet. Un capoluogo poi non può essere sprovvisto di una banca. Spero inoltre che il Comune contatti altri istituti per capire se possono investire a Campiglia». —

Annalisa Mastellone

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