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oggi la cremazione 

Ettore Puccini, dal lavoro sindacale a quello nella borgata

Ettore Puccini, dal lavoro sindacale a quello nella borgata

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PIOMBINO. Tanti amici alla sala del commiato della Pubblica assistenza: un abbraccio corale per la famiglia e per Ettore Puccini, scomparso martedì sera (stamani alle 8,30 a Livorno per la cremazione). Un’infinità i messaggi di cordoglio alla moglie Morena, ai figli Monica e Federico.

«Ottimo delegato Fiom – dice Luciano Gabrielli storico rappresentante sindacale – gran bella persona per umanità e solidarietà. Disponibile per tutti senza mai chiedere niente per sè; un esempio, un uomo così è difficile incontrare. Indimenticabile delegato al Treno medio piccolo che ho incontrato 18enne, appena entrato in fabbrica, quando gli chiedevi qualcosa aveva sempre la risposta. Eccellente nell’organizzazione, non gli sfuggiva nulla. Tranquillo ma quando andava alla trattativa si arrabbiava: capitò che il responsabile, il capo non si comportò bene rivolgendo “parole pesanti” contro gli operai, Ettore diventò una furia per difendere i nostri diritti».

«Con difficoltà apprendiamo della tua morte Ettore. Il nostro segretario, il nostro monumento motivazionale, il nostro più profondo spirito aggregativo – scrivono dal Circolo Arci Cotone –. Si stenta ancora a realizzare che non ci sei più: uomo d’acciaio, di principio, di vissuta e celebrata cultura. La tua franchezza che ha contribuito senza riserve alla promozione della socialità, delle tradizioni come strumento di diffusione del sapere: testimone concreto dello scambio intergenerazionale. Non c’è posto – aggiungono –, sia di Borgata che di città che non abbia conosciuto il tuo sorriso. Una vita hai dedicato alla salvaguardia e divulgazione di una visione che sintetizza l’unione dei popoli, la resistenza generata da ciò che di più ricco ci può essere tra le diversità, senza superficialità, con impegno e convinzione. Caro amico, non è per nulla facile scrivere di te: la tua vastità d’animo soffoca ogni banale descrizione e non sarà mai abbastanza per trasmettere ciò che hai rappresentato per i giovani, per gli abitanti della periferia, per gli ultimi, per tutti noi. La tua forza non è mai venuta a mancare, nonostante la malattia e le difficoltà che, come Circolo, stiamo affrontando. Sempre vivrai, caro Ettore, nel pensare, nell’agire e nel divulgare incondizionatamente, la bellezza di vivere per tutti». –



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