Il Tirreno

marciana, accertamenti in corso  

Il disastro di Rimercojo finisce sotto la lente dei carabinieri forestali

Luca Centini
Il disastro di Rimercojo finisce sotto la lente dei carabinieri forestali

Ieri mattina nuovo sopralluogo dei militari lungo il percorso I lavori per la fibra ottica hanno devastato l’antico basolato

2 MINUTI DI LETTURA





MARCIANA. Dalle polemiche ai fatti. Il disastro avvenuto lungo l’antico percorso del Rimercojo in seguito ai lavori per la posa della fibra ottica avrà probabilmente delle conseguenze. Sono in corso, infatti, gli accertamenti dei carabinieri forestali della stazione Parco che hanno già effettuato due sopralluoghi lungo il sentiero storico che collega Lavacchio a Poggio, nel territorio comunale di Marciana. L’ultimo sopralluogo in ordine di tempo è avvenuto ieri mattina, con i militari che hanno verificato sul campo l’entità dello “scasso” attuato dagli operai della ditta telefonica per far passare i cavi della fibra ottica. Il risultato dello scavo, purtroppo, è evidente a chi si è trovato a percorrere la strada vecchia di 700 anni. Il prezioso basolato, come spiegato e documentato con tanto di fotografie dall’architetto Paolo Ferruzzi e da Legambiente, è ridotto male. Trasformato in una poltiglia fangosa e con la lastre di granito sconnesse.

Il sopralluogo dei carabinieri forestali al Remarcojo è il secondo nel giro di pochi giorni. I militari stanno verificando sul campo la natura dell’intervento (autorizzato) dalla ditta. Quello che si cercherà di capire, ovviamente, è se i lavoro sono in linea con quanto autorizzato. Il sentiero, infatti, si trova in zona C del Parco nazionale ed è sottoposto a vincolo idrogeologico e paesaggistico. Lo “scasso” autorizzato avrebbe dovuto limitarsi a quanto serviva per far passare i cavi, circa 10-12 centimetri in larghezza, 30-40 centimetri in profondità. Allo stesso tempo i carabinieri forestali, durante il sopralluogo, hanno verificato la lunghezza del percorso interessato dai lavori, che non dovrebbe discostarsi molto dai cinquecento metri lineari. Basta poco, tuttavia, per rendersi conto che l’intervento sia stato molto più invasivo rispetto a quanto previsto. O almeno questo è quanto sostengono Legambiente, Italia Nostra e i cittadini che conoscono bene il sentiero antico che si snoda nel versante occidentale dell’isola. «Naturale richiedere l’immediato blocco dei lavori condotti con queste tecniche devastanti – ha detto l’ex presidente del Parco nazionale Beppe Tanelli – il ripristino dei luoghi al meglio della loro storia e il proseguimento dei lavori con i metodi scientifici descritti dall’architetto Paolo Ferruzzi». —

Luca Centini

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web