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il caso 

«Centro Giò e Infogiovani persi 10 posti di lavoro»

«Centro Giò e Infogiovani persi 10 posti di lavoro»

Protestano Pd e “Anna per Piombino” dopo la decisione della maggioranza di procedere alla gestione diretta

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PIOMBINO. Nel consiglio comunale era all’ordine del giorno un’interrogazione di Pd e “Anna per Piombino” sulla gestione del Centro Giovani e dell’Informagiovani. Ma l’Amministrazione lunedì aveva già comunicato le sue intenzioni, preannunciando la proroga delle attuali gestioni fino a giugno per poi procedere alla gestione diretta da parte del Comune.

«Le risposte da parte dell’assessore Cresci – si legge in una nota dei due gruppi di centrosinistra – non sono state per noi soddisfacenti e la decisione assolutamente non condivisibile. I servizi offerti dall’Informagiovani gestito da Arci, che da quel che ci risulta neppure è stata informata della decisione, e dal Centro Giovani, nato per volontà della consulta giovanile a seguito di un percorso partecipativo, sono stati per anni un punto di riferimento per i giovani, per le scuole, per le associazioni».

Pd e “Anna per Piombino” ricordano che «complessivamente occupano 10 persone, che gestiscono i servizi in modo flessibile e dinamico in rapporto alle esigenze dell’utenza e che ovviamente perderanno il posto di lavoro per essere sostituiti da due dipendenti comunali, questo è quello che ha dichiarato l’assessore. Tutto questo già aggravato dal fatto che l’unico dipendente che si occupava delle politiche giovanili è stato trasferito ad altro servizio». «L’amministrazione, tra le prerogative, avrebbe anche quella di promuovere l’economia e favorire la creazione di posti di lavoro – prosegue la nota dei due gruppi – e questa decisione penalizza ancora una volta il mondo delle cooperative e dell’associazionismo. Peraltro il servizio pagherà in termini di qualità: non è mai stata evidenziata infatti una criticità nella gestione, ma ha sempre rappresentato, in questi anni, un luogo di sperimentazione e di promozione delle politiche giovanili e di iniziative sui temi della salute, dell’inclusione sociale, sul razzismo, sul cyberbullismo, sull’ambiente, ricoprendo anche il ruolo di incubatore di idee per i giovani del territorio nonché un luogo protetto per l’integrazione di ragazzi in difficoltà che hanno trovato nel centro un luogo di aggregazione e di confronto».

Con queste motivazioni Pd e “Anna per Piombino” spiegano di aver chiesto all’assessore e alla giunta «di rivedere la decisione annunciata perché crediamo non sia corrispondente alle esigenze di una gestione efficace del Centro e dell’Informagiovani e a una promozione delle politiche giovanili, delle quali non troviamo traccia nel documento unico di programmazione 2021/2023».



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