Il Tirreno

da domani 

Riapre il museo archeologico con i nuovi reperti di Baratti

Francesca Lenzi

Parodi: «Non capisco le polemiche, dovevamo avere conferma della zona gialla» Megale: «A Populonia una settimana positiva soprattutto sotto l’aspetto sociale»

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piombino. Il museo Etrusco di Populonia collezione Gasparri, presto non sarà più solo. Da domani, fra le riaperture museali concesse dall’ultimo Dpcm per le regioni in zona gialla, timbrerà il cartellino anche il museo archeologico di Piombino, in Cittadella, che aprirà in giorni e orari simili a Populonia: mercoledì, giovedì e venerdì dalle 10,30 alle 16,30. Una riapertura, annunciata dalla stessa Parchi Val di Cornia che, tuttavia, un po’ ha sorpreso dopo le dichiarazioni nei giorni precedenti di Mauro Tognoli. L’amministratore delegato della società aveva infatti inizialmente deciso di non aprire sulla base di una convenienza economica fra costi e benefici. Una linea duramente attaccata dall’associazione Il Manifesto della Cultura che ha chiamato in causa pure l’assessore Giuliano Parodi, accusato di invocare la cultura soltanto a parole. «Alla fine è stato un falso problema – replica Parodi –. Abbiamo valutato la situazione, cercando di capire come e se potesse stabilizzarsi la zona gialla. In virtù di quello, abbiamo concordato e dato incarico al Cda della Parchi per avviare l’apertura». Ecco allora la riapertura di almeno un museo del territorio, quello di Cittadella, mentre i parchi archeologici e gli altri musei del sistema restano chiusi. Un’apertura, fra l’altro, non senza novità, come annuncia la Parchi: «I visitatori potranno ammirare il blocco delle armi proveniente dagli scavi di emergenza del Fontino di Baratti, condotti dalla Soprintendenza con la collaborazione del trust Sostratos – afferma la società –. Il deposito di armi è stato presentato al Museo archeologico di Bologna in occasione della mostra “Viaggio nelle Terre dei Rasna” del 2020, che ha riscosso grande successo di pubblico e che ha visto il Museo archeologico di Piombino tra i prestatori con una serie importante di reperti, tra cui un primo gruppo di armi rinvenuto sulla spiaggia di Baratti alla fine degli anni ’90. Adesso i due blocchi di armi di epoca etrusca, relativi a una fossa votiva nel complesso di culto e sepolcrale del Fontino (databile tra il V e il IV secolo a.C.) sono esposti insieme a Piombino». Come per ogni altro museo, l’apertura avverrà nel rispetto delle misure anti-covid, con possibilità di prenotazione all’Ufficio informazione e prenotazioni della Parchi, aperto dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 15.

Nel frattempo proseguono le visite al museo Etrusco di Populonia. La prima settimanaè stata positiva: «Un po’ di gente s’è vista – spiega Carolina Megale, curatrice scientifica del museo collezione Gasparri, aperto da mercoledì a venerdì con orario 10-16 – . Sono arrivati da tutta la Toscana: una coppia di Castiglioncello, una famiglia di Montalcino, e ancora ragazzi di Grosseto e Piombino. La cosa più ganza, però, sono stati gli operatori del territorio. Pure loro abbastanza fermi in questo periodo, ne hanno approfittato per fare un giro e aumentare la loro offerta, informarsi per mandare le persone nei luoghi con maggiore competenza. Insomma, ne è valsa la pena. Non da un punto di vista economico, ma sotto l’aspetto sociale. E poi stiamo preparando anche alcuni eventi: a febbraio il carnevale per i bambini, a San Valentino una passeggiata dal titolo L’amore al tempo degli Appiani». —

Francesca Lenzi

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di Redazione web