Sicurezza
Legambiente: «Occorre lavorare con gli atenei»
«Solo con la ricerca si possono attrarre gli investimenti I Comuni hanno la grossa responsabilità di saper gestire»
piombino. Nel dibattito sulla Parchi, Legambiente vuole ripartire dall’intervento del prof. Cambi dell’Università di Siena. “La soluzione deve ritrovarsi nel voltare pagina recuperando tutto il molto di buono che era presente nella originaria “strategia” , suggerendo indirizzi precisi, volti a rilanciare la Società in un tempo radicalmente trasformato rispetto a quello della sua costituzione negli anni ’90. La nuova strategia, deve ripartire da alcuni punti fermi, come il suo patrimonio di conoscenze scientifiche, di competenze gestionali, di capacità di valorizzazione e di comunicazione e di capacità progettuale”.
«Tutto quanto senza dimenticare i tre veri elementi strategici: la gestione unitaria dei beni culturali ed ambientali che di fatto determina una economia di scala per i Comuni; la peculiarità che consente alla Parchi di gestire per conto dello Stato un bene culturale di valenza nazionale (il Parco Archeologico di Populonia); la capacità di raggiungere alti livelli di autofinanziamento».
Secondo Legambiente sono questi i veri punti di forza della società, «ma che sembrano essere accantonati in ogni discussione».
I Comuni soci - dice il Cigno Verde - della Parchi oggi si trovano di fronte ad una forte responsabilità politica . «Devono dimostrare di essere capaci di non affossare questa esperienza, perché questa continua ad essere una delle più grandi opportunità per lo sviluppo del territorio. Spieghino e si confrontino pubblicamente su quella che deve essere la strategia per riposizionare la società in un ruolo centrale e strategico nel panorama socio-economico della Val di Cornia, specie - prosegue - in un momento storico cruciale dove con il mix del declino industriale e pandemia».
Per Legambiente la Parchi deve tornare ad attrarre finanziamenti per investimenti . Riallacciare i rapporti con il mondo della ricerca e università rimangono elementi fondamentali per essere innovativi. Ma la missione deve continuare ad essere la tutela del patrimonio storico culturale ed ambientale della Val di Cornia».
«A questo proposito riteniamo un grave errore togliere funzioni e gestioni di beni pubblici alla Parchi come si sta ipotizzando di fare; le recenti voci sul futuro del Castello aprono scenari davvero preoccupanti, oltreché incomprensibili, e se dovessero avere un fondamento, ci porteranno ad opporci fermamente. Per la stessa ragione siamo intervenuti quando il comune di San Vincenzo ha deciso di riprendersi il parco di Rimigliano».
La Parchi torni a poter contare su un sistema di autofinanziamento virtuoso cosi come era stato concepito in origine (gestione parcheggi per fare un esempio) ma anche ad ampliare le proprie opportunità guardando a nuove attività redditizie». Ma per Legambiente devono essere i Comuni ad abbandonare le polemiche e indirizzare il Cda, che ad oggi non si sta dimostrando all’altezza dei compiti ad esso attribuiti, su quali binari deve muoversi la società nei prossimi anni». —
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