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marciana, la polemica 

L’antica strada di Rimercojo devastata dai lavori per la fibra ottica

L’antica strada di Rimercojo devastata dai lavori per la fibra ottica

Sventrate le lastre in granito, percorso trasformato in poltiglia. Legambiente non ci sta: «Così si cancella la storia dell’isola»

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MARCINA. I lavori per la posa della fibra ottica hanno danneggiato gravemente l’antica strada del Rimercojo (o Rimercoi) a Marciana. È Legambiente Arcipelago toscano a lanciare l’allarme, chiedendo un intervento urgente per la sistemazione del percorso.

«Il Rimercojo (o Rimercoi), nel Parco nazionale dell’arcipelago toscano e nel Comune di Marciana, oggi parte del sentiero 180, che collega, attraverso l’antico e magnifico ponte saccheggiato della sua spalletta di granito dai vandali, Lavacchio a Poggio, era la vecchia strada, antica di almeno 700 anni, che portava alla frazione collinare marcianese – spiegano dal Cigno Verde isolano – una strada diventata in gran parte un ombroso sentiero che aveva conservato parte della sua pavimentazione in lastre irregolari di granito e in sassi meticolosamente sistemati. Il resto conservava comunque una solidità del piano di calpestio, grazie anche a un percorso difeso e consolidato da grandi massi che ora sono stati divelti e ammucchiati sui lati».

Ora tutto questo non c’è più. La strada/sentiero è stata completamente sventrata per tutta la sua larghezza, meno che nell’attraversamento del ponte, per posare i cavi della fibra ottica per internet. «Lavori – spiega Legambiente – che hanno trasformato l’intero percorso in una poltiglia fangosa e riducendo la parte lastricata in un accumulo disordinato di lastre dove è difficile camminare e che somiglia più a uno dei macei di Monte Capanne che a una strada che prima veniva percorsa dai barocci carichi di merci e persone e poi da escursionisti a piedi e in bici. Parte del materiale scavato è stato scaricato a valle, direttamente nel bosco».

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Legambiente non esita a parlare di «una distruzione sistematica e insensata di una antica strada. «È anche impensabile che chi ha commesso questo sfacelo riesca a riportarlo a qualcosa di simile all’originale, visto anche come si è proceduto al “ripristino».

L’architetto Paolo Ferruzzi, già docente presso l’Accademia di Belle Arti di Roma e residente nella frazione marcianese di Poggio, interviene sulla questione e no risparmia un attacco a chi ha danneggiato il percorso: «Quelle pietre formavano l'antico selciato della strada che collegava Poggio e Marciana al versante orientale dell'isola e antiche di almeno 700 anni. Le persone sensibili alla propria storia si facciano sentire. Come minimo le lastre che formavano l'antico selciato dovevano essere prima numerate e fotografate per essere successivamente giustamente ricollocate».

Legambiente fa sapere che i carabinieri Forestali sono già intervenuti prontamente con sopralluoghi.

«Ci rivolgiamo al Comune di Marciana e al Parco nazionale dell’Arcipelago toscano perché intervengano perché i responsabili di questo scempio vi pongano in qualche modo rimedio e vengano sanzionati per quel che hanno combinato su una strada storica in un’area protetta – spiegano ancora dall’associazione – L’altra preoccupazione è che dopo i lavori che hanno portato anche a un allargamento della strada, successivamente al necessario nuovo livellamento del piano di calpestio d che si impone, il percorso non venga utilizzato da mezzi motorizzati come scorciatoia tra poggio e Marciana Marina. Per questo chiediamo a Parco e Comune di imporre un ripristino il più rigoroso possibile del lastricato e di vietare l’accesso ai mezzi motorizzati, salvo ai residenti delle abitazioni del primo tratto scendendo da Poggio».

«Speriamo anche – conclude il Cigno Verde isolano – che quanto accaduto serva da lezione: noi non abbiamo niente contro l’ammodernamento digitale dell’Elba ma in questa come in altre occasioni non può avvenire a scapito della nostra storia e delle nostre bellezze. Altrimenti non è futuro, è cancellazione del passato». —

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