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Cresci e il Centro Giò: «Non ci sarà chiusura»

Claudia Guarino
Cresci e il Centro Giò: «Non ci sarà chiusura»

Dopo le polemiche l’assessora rassicura sull’attività ma sulla gestione non si sbilancia: domani un incontro  

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Claudia Guarino

PIOMBINO. Per quanto riguarda i progetti in cantiere l’assessora alle politiche giovanili Simona Cresci non si sbilancia. Ma c’è un punto su cui è sicura: «Il Centro giovani non chiuderà, questo è certo». I dubbi sul futuro della struttura di viale della Resistenza derivano principalmente da un fatto: il quattro febbraio scade l’attuale gestione, che è in capo alla cooperativa Il Granaio. Ma ancora non è chiaro se il Comune intenda rimettere subito a bando il Centro o se, invece, abbia intenzione di optare per un prolungamento dell’attuale assegnazione. Fatto sta che l’incertezza ha destato parecchie preoccupazioni in città, di cui si sono fatti portavoce i gruppi di opposizione. «Il Centro giovani di viale della Resistenza resterà aperto anche dopo il 4 febbraio – dice Cresci –. Non solo non vogliamo chiuderlo, ma c’è l’intenzione di rafforzarlo». In quale modo questo avverrà ancora non è chiaro. O meglio, le idee pare che ci siano, ma l’assessora preferisce aspettare qualche giorno per comunicarle. «Lunedì (domani ndr) ho un incontro con la cooperativa – prosegue –. Prima parlerò con loro, poi dirò quali sono i progetti in ballo». Ma bisogna anche capire che cosa ne sarà del nuovo bando di gestione. «Dopo l’incontro di lunedì decideremo come organizzarci per la gestione». L’amministrazione comunale, insomma, rassicura. E promette che i cancelli del Centro Giò De André non saranno sbarrati. «Perché la nostra intenzione è, viceversa, quella di valorizzarlo». Ed è la speranza di tanti in città. Perché il Centro Giovani di Piombino offre da anni una serie di servizi che sono pensati soprattutto per i ragazzi, ma non solo. Intanto ci sono le sale prove, dove i musicisti si incontrano per suonare. Poi è sede dell’Informagiovani, che all’occorrenza funziona anche da aula studio con accesso a internet ed è dotato di una grande sala riunioni. In questo vasto spazio, nel tempo, si sono susseguiti convegni, mostre e spettacoli. Il Centro Giò ha ospitato anche mostre e laboratori, oltre alle borse mercato del lavoro che venivano organizzate prima del Covid. Insomma, l’edificio è dotato di più zone polifunzionali per la cittadinanza. In futuro il Centro potrebbe anche traslocare da viale della Resistenza, perché c’è l’idea di inserirlo nel perimetro del nuovo Polo culturale, una volta completato. Ad annunciarlo è stato proprio il Comune, nel novembre scorso. In quell’occasione il vicesindaco e assessore alla Cultura Giuliano Parodi disse che lo spostamento sarebbe stato un modo «per creare un legame fisico tra i ragazzi e la cultura e dotare quella realtà di spazi nuovi e funzionali. Nella sede di viale della Resistenza, invece, creeremo la Cittadella delle associazioni, dove le tantissime realtà associazionistiche cittadine, un mondo vasto e virtuoso, avranno l’opportunità di sviluppare la propria attività e lavorare insieme». Le tempistiche di tutto questo, comunque, non sono chiare. Perciò nel frattempo il Centro Giovani rimane nella sua sede originaria. E, Covid permettendo, secondo Cresci, lo farà rimanendo aperto. —

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