Sicurezza
«Addio al civismo trasversale Il progetto di Ferrari è fallito»
Opposizione all’attacco dopo l’uscita di quattro consiglieri dal gruppo del sindaco Pd e Anna per Piombino: «L’unico asse che ha spazio è la destra di Salvini e Meloni»
piombino. «Ferrari si è presentato agli elettori come il nuovo che cambia, il civico moderato, sostenuto da liste formate da cittadini con esperienze politiche variegate». Invece, dicono Pd e Anna per Piombino «assistiamo a cambi di giunta, defenestramento di assessori, dimissioni e rientro di altri, continui cambi di gruppo in consiglio comunale».
Il passaggio di quattro consiglieri della maggioranza verso il gruppo Forza Italia-Udc-civici popolari, con la conseguente riduzione della rappresentanza della lista civica Ferrari Sindaco e la sparizione dal consiglio comunale della lista “Lavoro e ambiente” provoca reazioni di forte critica nei confronti dell’amministrazione comunale.
Pd e Anna per Piombino
«La nostra impressione è che il progetto civico di Ferrari sia fallito . Così i gruppi Pd e Anna per Piombino commentano l’uscita di quattro consiglieri dal gruppo Ferrari sindaco: «I consiglieri che avevano aderito a un’idea di civismo abbandonano perché si sono resi conto che l’unico asse che ha spazio in questa amministrazione è la destra di Salvini e Meloni».
Ascolta Piombino
Se per il Pd e Anna per Piombino “il re è nudo”, per Ascolta Piombino «chi si aspettava un cambiamento nella politica piombinese l’ha avuto: in consiglio comunale si sono scambiati diversi scranni». I consiglieri Riccardo Gelichi e Monica Bartolini commentano così il maxi esodo da gruppi di maggioranza verso la compagine di Forza Italia e Unione di Centro: «Niente di sconvolgente in senso pratico, Ferrari sta andando benissimo, secondo loro – attaccano i consiglieri – Ascolta Piombino ha sempre sostenuto il libero mandato, è democrazia così come le eventuali valutazioni politiche conseguenti dei liberi cittadini. Intanto possiamo dire che chi esce da una componente politica per cui ha chiesto il consenso, sarebbe buona pratica confluire in un gruppo misto. Questo perché usciti dalla forza politica iniziale, sarebbe rispettoso che restasse solo l’identità del singolo consigliere, appunto dentro un gruppo definito misto, lasciandogli la possibilità di fare politica in rappresentanza di chi ha espresso la preferenza; dopo, se il consigliere si ripresenterà all’elettorato, potrà percepire quanto consenso gli è rimasto. Oppure, nel caso in cui si mettesse in discussione la politica della maggioranza e del sindaco, potrebbe essere opportuno posizionarsi in ambiti di opposizione. Non vogliamo valutare operazioni politiche perché la politica non esiste, queste operazioni sono pantomime tutte interne ai consiglieri e la linea continua a dettarla il sindaco; chi cerca di fare politica perde pezzi, l’ha visto la Lega ieri, oggi la Lista Ferrari e quella di Ambiente e lavoro, domani chissà, e Piombino è passata dalla padella nella brace».
Rifondazione Comunista
In un anno è mezzo è successo un po’ di tutto nell’ambito della maggioranza. Lo ricorda Rifondazione che parte dalle dimissioni dell’assessora Piacentini, sostituita da Carla Bezzini, «Il sindaco si è tenuto prima la delega all’urbanistica, poi l’ha consegnata all’assessore Palombi, insieme al sociale. Ora ha la sanità, che fino a qualche mese fa era di Palombi – raccontano da Rifondazione – poi viene licenziato l’assessore Gelichi perché non condivideva la variante Rimateria, e il gruppo consiliare Ascolta Piombino esce dalla maggioranza; contemporaneamente il sindaco dà notizia delle dimissioni dell’assessore al bilancio Ferracci, il quale però non risulta mai formalmente fuori dalla giunta e poi ricompare in consiglio; in seguito i consiglieri Anselmi e Cosimi abbandonano la Lega e formano il gruppo consiliare “Noi per Piombino”. Adesso Davide Anselmi abbandona il suddetto gruppo per entrare in quello Udc-Forza Italia-civici; anche Tomi e Viti lasciano il gruppo “Ferrari Sindaco” per entrare nell’Udc-Forza Italia-civici; e infine anche Atzeni fa lo stesso lasciando la lista “Lavoro e Ambiente”». «A questo balletto di poltrone si aggiunge un salterellare fra i gruppi consiliari di cui non si intravedono autentici motivi programmatici – conclude Rifondazione – Di sicuro dobbiamo registrare un dato preciso, ossia la frantumazione di quel fronte civico che il sindaco aveva tanto sbandierato nella sua campagna elettorale, a fronte del rafforzamento dei partiti di centro destra. La storia della maggioranza trasversale e civica è già finita». —
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