Attenzione
Rifiuti abbandonati una campagna che fa discutere e divide la città
Ma il sindaco Ferrari difende il video “Il vero mostro sei tu” «Forte impatto, l’obiettivo è una città più pulita e decorosa»
Cristiano Lozito
PIOMBINO. Il tam tam sui social che aveva preceduto l’avvio della campagna dell’amministrazione comunale contro l’abbandono dei rifiuti ingombranti, un video di pochi secondi accompagnato da musica da film del terrore e slogan roboanti (“Salva Piombino!”), aveva creato grande attesa.
L’uscita del video di due minuti e 21 secondi intitolato “Il vero mostro sei tu” invece è risultata sì ansiogena ma certo discutibile e molto meno sorprendente del previsto: un prodotto firmato da un professionista, il videomaker grossetano Luigi Zannetti, pagato dal Comune poco meno di 5mila euro, ispirato alla cinematografia degli anni Sessanta, che racconta comportamenti sbagliati seppur banali (cicche gettate in terra, sacchetti di plastica abbandonati al vento) e altri più gravi (tv gettati in una ripa, bombole del gas lasciate ai cassonetti). Alla fine la terra trema, sul video appare una scritta (“La resa dei conti è stata una tua scelta!”), poi in un cielo livido improvvisamente illuminato dai fulmini spunta dalle acque sotto piazza Bovio una specie di Godzilla che vomita fuoco e fiamme, metaforicamente par di capire tutto il male che abbiamo fatto alla terra. Finito. Quindi, “Il vero mostro sei tu”, è una specie di “chi è causa del suo mal pianga se stesso”. Un video che sta facendo discutere, capace come di consueto di spaccare i piombinesi, tra molti che su Facebook fanno i complimenti al sindaco (“Veramente meraviglioso”, “Bellissima pubblicità progresso”), qualcuno che ammette di non aver capito (“Ma che caspita di video è? Qualcuno mi aiuta?” oppure “C’è forse qualche decisione sulla discarica?”) e altri che mostrano smarrimento (“Per me è un sabotaggio” o “Continuano questi video fasulli”).
Se dunque la causa che ha ispirato la campagna è nobile, considerando gli oltre novemila abbandoni di rifiuti in un anno, con 160mila euro spesi per smaltirli a dovere, l’effetto è decisamente straniante. Con quel mostro che vomita rifiuti proprio in piazza Bovio, la nostra immagine migliore.
Insomma una scelta controversa per l’immagine turistica della città, che fa tornare alla mente una campagna del Comitato salute pubblica che nel 2019 per protestare contro Rimateria raccontava con finte fotografie di una piazza Bovio invasa dai rifiuti.
Francesco Ferrari respinge critiche e polemiche e si dice soddisfatto che l’avvio della campagna abbia fatto discutere sul tema: «Questo video e i manifesti connessi – sostiene – vogliono educare i cittadini e indurli a tenere un comportamento corretto sul conferimento dei rifiuti. Alla campagna abbiamo affiancato un potenziamento delle “fototrappole” ai cassonetti, che ci ha permesso di innalzare a 209 le sanzioni nel 2020. Ma non si può risolvere il problema solo con le sanzioni, occorre che i cittadini si convincano che bisogna comportarsi in un altro modo. Ritengo – prosegue il sindaco – che quel video sia uno strumento efficace e di impatto: fa comprendere che molti comportamenti, talvolta considerati “normali” sono in realtà dannosi per l’ambiente, per il decoro della città e per le tasche dei cittadini. Del resto, gli abbandoni dei rifiuti costringono il gestore a intervenire e quei costi ricadono sulla Tari». Non lo preoccupa nemmeno il potenziale danno d’immagine per la città: «Ma no – replica – che c’entra, altrimenti faremmo l’errore di chi negli anni Ottanta in Sicilia non voleva parlare di mafia per non far male al turismo dell’isola. Anzi, al turista piace una città pulita e non con i cassonetti circondati da rifiuti. E il mio obiettivo è proprio quello di riconsegnare fra tre anni una città più pulita e decorosa». —
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