Gioco
«Situazione grave in Jsw, va subito organizzato un consiglio di fabbrica»
PIOMBINO. Convocare, in tempi brevi, il consiglio di fabbrica di Jsw per discutere e mettere in piedi assemblee in modo da confrontarsi e programmare iniziative di protesta.
È la proposta di Vincenzo Tuvè, rsu di Uglm e di Claudio Lucchesi, segretario provinciale di Ugl.
Proposta arrivata dopo quello che Uglm definisce «il deludente incontro del 30 dicembre scorso col governo e la società», a cui però «a oggi non abbiamo avuto risposte in tal senso dagli altri rappresentanti dei lavoratori. Ma se Piombino non diventerà un caso nazionale, con iniziative e mobilitazioni forti, saremo destinati a finire nel girone degli ignavi».
Il giudizio di Uglm infatti è che «il destino di Jindal è a un passo dal baratro e rischia di trascinare con il suo fallimento 2000 lavoratori, compreso l’indotto, e un intero territorio. Nell’ultima assemblea dei soci è emersa una perdita di 59 milioni di euro nel bilancio chiuso a marzo scorso. A settembre si sommano altri 12 milioni. In più, da fonti giornalistiche, sembrerebbero esserci ulteriori perdite con la chiusura del bilancio 2020».
«Un’azienda che non ha fatto investimenti – proseguono Tuvè e Lucchesi – con nessuna intenzione di farli se non con denaro pubblico. Senza un piano industriale a breve potrebbe essere a rischio la cassa integrazione di 1500 lavoratori e non solo, rischiano anche i pochi appalti dell’indotto rimasti, con potenziali nuovi licenziamenti. E potrebbe paventarsi uno scenario simile anche per quei 3-400 dipendenti che in questo momento stanno continuando a lavorare».
Oltre tutto il sindacato rileva come si stia «lavorando in uno stabilimento che cade a pezzi e che avrebbe bisogno di maggiore e continua manutenzione».
Preoccupazione anche per l’atteggiamento del governo, «che si è impegnato a entrare nella gestione di Jsw, ma che a oggi non ha ancora comunicato ufficialmente come e quando concretizzerà il suo intervento. Oggi, vista la crisi politica in atto dopo le dimissioni degli esponenti di Italia Viva, cosa accadrà?. Certo questa drammatica situazione – è la conclusione – non può continuare a essere vissuta nell’attesa». —
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