Sicurezza
Tavoli apparecchiati ma senza clienti Flash mob dei ristoratori
piombino. Hanno aderito molti ristoratori e baristi al flash mob contro la chiusura per il Covid che si è svolta in molte città italiane anche se con modalità diverse. A Piombino infatti i ristoratori si sono limitati ad accendere le luci dalle 20 con i tavoli apparecchiati ma ovviamente vuoti (in alcune città invece è stata proprio servita la cena).
Una protesta pacifica a cui si è affiancata l’amministrazione comunale con la presenza del sindaco Francesco Ferrari e dell’assessore Sabrina Nigro che hanno fatto un giro dei locali per parlare con i gestori.
Da specificare che le associazioni di categorie non hanno dato la loro adesione alla protesta dei ristoratori e dei baristi, ma si sono ugualmente fatte sentire per ribadire la gravità della situazione.
La Confesercenti di Piombino si dice molto preoccupata dalla situazione delle imprese della ristorazione. «Il divieto d’asporto, così come formulato nelle bozze circolanti, è un intervento gravemente iniquo. Oltre alle imprese di somministrazione senza cucina (bar, caffetterie e simili) colpisce infatti anche i negozi specializzati in bevande, come le enoteche, dove non è prevista alcuna consumazione sul posto. Un divieto quasi da proibizionismo, se non fosse che è limitato solo a pubblici esercizi e negozi specializzati: minimarket e grande distribuzione potranno infatti continuare tranquillamente a vendere bevande, anche alcoliche». Così Vincenzo Cananzi responsabile Confesercenti settore Pubblici Esercizi (Fiepet) commenta le bozze di Dpcm. «Si tratta di una stortura da correggere immediatamente, perché rende ancora più odioso un divieto che è già di difficile comprensione. Le imprese sono ormai all'esasperazione: hanno bisogno di chiarezza per programmare l’attività. Bisogna cambiare metodo, così non funziona». —
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