Sicurezza
Potenti (Lega) firma un’interrogazione per accelerare i tempi
piombino. Interrogazione al ministro dello Sviluppo economico del deputato della Lega Manfredi Potenti per chiedere di accelerare la concessione delle agevolazioni. Il riferimento del deputato è a «una circolare del 2015 dello stesso ministero con cui venivano stanziati 20 milioni di euro per le imprese dell’area di crisi industriale complessa di Piombino», dice. E annuncia che si aggiungeranno le firme dei colleghi parlamentari toscani della Lega.
«Anno nuovo vita vecchia purtroppo per la situazione delle ex acciaierie di Piombino – sostiene Potenti –. Continua, infatti, la fumosità e la contraddittorietà del governo giallorosso su uno dei tavoli di crisi del ministero dello Sviluppo economico più complicati. In questi anni si è giocato un triste balletto di rinvii e promesse non mantenute sulla pelle dei lavoratori, quindi è opportuno che l’esecutivo eviti di tergiversare ulteriormente sul destino dell’ex Lucchini e l’ingresso di Invitalia nel capitale sociale dell’acciaieria».
Il deputato si chiede «come sia possibile che ancora si parli, come ha fatto il viceministro dello Sviluppo economico Buffagni rispondendo a un’interrogazione presentata dal collega di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, di “valutare” l’ingresso nel capitale della società holding JSW Italy o di presentare la bozza del piano industriale “a breve”. Espressioni generiche e tempi certi mancanti a cui, ahimè, quest’esecutivo ci ha ormai abituato sulla vicenda di Piombino. Ma possibile che ci sia ancora bisogno di dilatare i tempi quando esiste una circolare del 2015 dello stesso Ministero con cui venivano stanziati 20 milioni di euro per le imprese dell’area di crisi industriale complessa di Piombino? ». La richiesta è di «accelerare la concessione delle agevolazioni previste alle aziende già in graduatoria. Risorse utili e che in quel documento, venivano destinate anche all’attrazione di nuove attività e per sapere se quelle risorse sono ancora a disposizione. L’indeterminatezza della risposta del viceministro Buffagni sull’ingresso di Invitalia, sulla realizzazione del forno elettrico e sulla questione delle bonifiche non è certo rassicurante». —
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