Il Tirreno

scuola, è suonata la campanella  

Superiori riaperte al 50% «Così possiamo farcela»

Luca Centini
Superiori riaperte al 50% «Così possiamo farcela»

Più bus, orari e accessi differenziati nel primo giorno dopo lo stop per i Dpcm e le feste Gioia e un po’ di emozione per gli studenti e i prof che non si vedevano da ottobre

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Luca Centini

PORTOFERRAIO. È come se quest’anno le emozioni del primo giorno di scuola fossero raddoppiate. È l’unica buona nuova che la pandemia ha riservato agli studenti dell’isola d’Elba e della Toscana. Il giorno del rientro a scuola degli studenti delle superiori elbane, sebbene solo per il 50 per cento degli alunni e con qualche giorno di ritardo rispetto alla fine prevista delle vacanze di Natale, è filato liscio. Gioia e un po’ di straniamento per gli studenti e i prof che non si vedevano dallo scorso ottobre, eccetto quelli dell’Itcg Cerboni e del professionale di Concia di Terra che in questi mesi, nonostante contagi e Dpcm, hanno svolto regolarmente le attività laboratoriali. Potersi guardare di nuovo negli occhi e non dal pc è stato emozionante, su questo non c’erano dubbi. Gli interrogativi, invece, erano tutti per la sicurezza e per le precauzioni anti contagio.

Trasporti sotto esame

Il primo giorno di didattica in presenza al 50 per cento si è svolto senza criticità, a sentire gli addetti ai lavori e gli stessi studenti. Questo vale sia all’interno delle scuole, sia sugli autobus, le cui corse sono state potenziate dalla Ctt Nord per scongiurare situazioni pericolose per il contagio. «Ci siamo comportati come se già ci si trovasse di fronte al ritorno a una didattica al 75 per cento – ha spiegato Massimiliano Palloni, responsabile di Ctt Nord – stiamo mettendo assieme tutte le informazioni, ma non ci risultano segnalazioni particolari. Sull’isola abbiamo noleggiato e messo a disposizione sei bus aggiuntivi, in modo da garantire maggiore sicurezza». All’Elba, come nel resto della provincia, hanno operato dei volontari alle fermate dei bus, con l’obiettivo di evitare assembramenti tra gli studenti. I controllori hanno verificato che i ragazzi, una volta saliti a bordo, indossassero regolarmente la mascherina. Chiaramente ad aiutare è la limitazione al 50% della frequenza negli istituti. Meno ragazzi, dunque, suddivisi in più bus. «Sul piano della sicurezza è andato tutto molto bene – racconta Pietro Gentili, presidente elbano della consulta studentesca provinciale – ho fatto girare la nostra mail tra i ragazzi per segnalare problemi e disservizi sugli autobus e altrove, ma non sono arrivati messaggi. Quello che si potrebbe fare è utilizzare i volontari anche fuori dalle scuole, ma staremo a vedere. È stato bello tornare a scuola, vogliamo restarci. Siamo fiduciosi per come è stato gestito il rientro, lo siamo un po’ meno per ciò che non possiamo controllare. Temo che se dovessero aumentare i contagi potrebbero chiuderci di nuovo, sarebbe sbagliato».

Nelle scuole

Ingressi scaglionati, mascherine in classe e accessi differenziati. Sono gli strumenti utilizzati nelle scuole superiori per permettere il rientro in classe con la massima serenità possibile. Nelle sedi del Foresi Brignetti il preside Enzo Giorgio Fazio ha deciso di differenziare di 10 minuti l’orario di ingresso in classe tra gli alunni del biennio e quelli del triennio. Al tempo stesso si sono sfruttati tutti i diversi accessi ai plessi, con l’obiettivo di scongiurare possibili assembramenti. «Il rientro si è svolto in totale tranquillità e serenità – ha spiegato il dirigente scolastico – non si sono verificati problemi. È chiaro, tuttavia, che non possiamo controllare l’andamento della curva dei contagi in Toscana e nel resto d’Italia». Al Cerboni, come al professionale di Concia di Terra, una chiusura totale dell’istituto non c’è mai stata, visto che sono andate avanti le attività di laboratorio. Ieri, tuttavia, è stato il giorno del rientro del 50 per cento dei ragazzi. «È andato tutto molto bene – racconta la dirigente Alessandra Rando – abbiamo accolto le classi prime, quinte, più le terze e le quarte dell’indirizzo grafico. Domani (oggi per chi legge ndr) toccherà agli altri. Per evitare assembramenti abbiamo sfruttato al massimo tutti gli spazi, e sono molti, del nostro istituto».

Speranze e fiducia

Ha preparato le aule fin dalla prima mattina di ieri. Tutto doveva essere in ordine, poi ha acceso i pc e collegato Google Classroom per gli alunni e i docenti che, per vari motivi, hanno seguito le lezioni in didattica a distanza. Gaetano D’Auria, collaboratore scolastico del liceo Foresi, attendeva da tempo di poter rivedere il suo “plesso” animato dai ragazzi. «È stato emozionante – racconta al Tirreno – i ragazzi sono stati bravi e attenti nel tenere i distanziamenti e le mascherine. Così possiamo farcela, possiamo stare aperti». Per Nunzio Marotti, insegnante di religione del liceo Foresi, ieri è stato un po’ come il primo giorno di scuola. «È stato strano, mi sentivo come nel mio primo giorno di insegnamento, un’emozione forte. È stata una gioia poter riguardare i miei alunni negli occhi, poter svolgere delle lezioni in presenza è un valore aggiunto. Speriamo di poter continuare così». —

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