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istituti superiori e covid 

Prima campanella, sono tutti promossi Volontari in strada e undici autobus in più

Francesca Lenzi
Prima campanella, sono tutti promossi Volontari in strada e undici autobus in più

Giudizi unanimi tra gli studenti all’uscita: «Tutto è meglio della didattica a distanza, quella non è nemmeno scuola»

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Francesca Lenzi

PIOMBINO. Con qualche giorno di ritardo rispetto all’ipotesi iniziale di rientro a scuola in presenza il 7 gennaio alla fine è arrivato il fatidico ritorno fra i banchi delle superiori. Non per tutti, ovviamente, al 50 per cento come previsto dal governo. Almeno fino al 15 gennaio. Poi si dovrebbe passare al 75 per cento, ma è tutto nell’ordine delle supposizioni perché occorre aspettare il nuovo Dpcm e vedere se e come cambierà la gestione scolastica. Intanto ieri è stato il giorno zero del rientro in presenza. Delle lezioni occhi negli occhi senza il filtro di un monitor, delle mani semplicemente alzate senza doversi prenotare online, delle chiacchiere con i compagni prima e dopo la scuola. È stato pure il preludio del trasporto scolastico.

Tiemme ha potenziato la propria flotta con un’aggiunta complessiva di 103 pullman. Undici quelli in più impiegati sul territorio piombinese. Inoltre, con il rientro fra i banchi è partito anche “Ti accompagno”, progetto della Regione Toscana per gestire i flussi dei passeggeri, in particolare degli studenti, con l’obiettivo di smistare le corse, far salire un numero massimo di persone (la capienza ad oggi è del 50 per cento) ed evitare assembramenti. Promosso dalla Regione, il progetto sul territorio viene organizzato sotto la guida della Provincia.

A Piombino i tutor che vigilano a sostegno della trasporto scolastico sono tre associazioni di volontariato: Avela, Misericordia e Auser. Alle 13, in via della Pace, nel primo giorno di rientro in presenza, ci sono quattro volontari dell’Avela, pronti a gestire il traffico in uscita e le corse dei bus. «Stiamo anche attenti che i ragazzi indossino correttamente le mascherine e che non creino assembramenti – dicono –. Sempre nel limite delle nostre possibilità. Siamo, infatti, semplici volontari. Ecco, arrivano i primi studenti». Sono due ragazze di prima liceo, indirizzo Scienze umane. Contente di tornare a scuola? «Oddio, forse era meglio la didattica a distanza – dicono sorridendo –. È anche vero che in classe s’impara di più».

Alla fermata di via della Pace è presente anche Emilio Bertaccini, ausiliario di Tiemme, sul campo per conto dell’azienda, per verificare con mano la gestione delle corse e prevedere eventuali modifiche. «Non è una novità in assoluto per noi questo giorno – afferma Bertaccini –. Già a settembre avevamo fatto un lavoro simile. Viaggiamo con capienza al 50 per cento, vediamo come cambierà nelle prossime settimane. Per ora sta procedendo bene. Sicuramente l’azienda si è data e si sta dando molto da fare per un trasporto in sicurezza». «Il nostro lavoro va avanti con un costante monitoraggio, sia per l’entrata che per l’uscita da scuola – dice Rossana Bacci, a capo dell’esercizio Tiemme per la Val di Cornia –. Il tutto ci permette di prendere all’occorrenza decisioni nell’immediato».

Nel frattempo, i ragazzi sono tutti usciti dai rispettivi istituti. Alla fermata in via della Pace si ritrovano gli studenti del liceo Carducci e dell’Ipsia, e anche, in minima parte, quelli del professionale Ceccherelli. Tutti muniti di mascherina e, nel caso, pronti a mettersela appena imbeccati dai volontari Avela. Uno dopo l’altro salgono sui pullman che li riporteranno a casa. Alle 13,35 restano solo in tre: «Arriverà anche il nostro bus, speriamo», ride un ragazzo del liceo Sportivo. «Tornare a scuola? – parlano accanto a lui due alunni dell’Ipsia –. Bello. Tutto è meglio della didattica a distanza. Quella non sembra nemmeno scuola. Siamo contenti di essere tornati in classe».

A Ragioneria escono alle 14. Scendono alla spicciolata dalla discesa che dalla scuola arriva in viale Michelangelo. L’autobus è già lì che li aspetta. In molti tornano a casa a piedi o in scooter. Qui non ci sono tutor e volontari e il rispetto delle norma non è così fedele. In diversi, infatti, parlano con la mascherina abbassata sul mento. Fila liscio anche il primo giorno all’istituto privato Alma Mater, dove i ragazzi all’ingresso entrano sotto l’occhio vigile della persona addetta al rilevamento della temperatura e, alla fine della mattinata, escono scaglionati. «Non abbiamo previsto orari diversi di uscita ma semplicemente, al suono della campanella, le classi escono un po’ per volta – afferma la dirigente scolastica, Edi Torresi –. Con la didattica in presenza al 50 per cento vengono a scuola le prime, le seconde e le quinte classi, oltre ai laboratori. Questo primo giorno è andato bene. I ragazzi erano contenti e pieni d’entusiasmo, così come i professori. È stata una giornata briosa, allegra, nonostante il periodo. Vediamo dal 15 in poi cosa cambierà e incrociamo le dita. Gli studenti si sono comportati bene, tutti con la mascherina e distanziati. Speriamo che il loro entusiasmo duri a lungo».

«È andata bene – sostiene Sabrina Zottola, dirigente dell’Isis Carducci-Volta-Pacinotti – I ragazzi erano entusiasti, speriamo di continuare. Abbiamo avuto qualche problema all’ingresso perché alcuni studenti avevano dimenticato il badge. La circolare è chiara e spero non succeda più. Senza quello si accede con autocertificazione e misurazione della temperatura. Inoltre, sul sito dell’istituto c’è una circolare con i nuovi orari della Tiemme. Questa settimana con il 50 per cento di didattica in presenza vengono a scuola le quinte, le prime del liceo, e alcune situazioni particolari, per esempio classi con ragazzi con disabilità. La prossima settimana si alterneranno altre classi, ma le quinte e i casi particolari saranno sempre in presenza».

«Non abbiamo rilevato problemi in questo primo giorno – dice Carlo Maccanti, dirigente dell’Einaudi Ceccherelli –. Per ora vengono a scuola le quinte e le prime. Se dovessimo passare al 75 per cento di didattica in presenza abbiamo già deliberato di aprire anche alla seconde. Soddisfazione per il rientro? Certo. Il filtro del computer dopo un po’ snatura quel rapporto che si crea in classe. È quel rapporto che anche noi adulti ci ricordiamo e sono ricordi, compresa un’eventuale sgridata dall’insegnante, che non possiamo togliere ai ragazzi». —

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di Redazione web