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«Vogliamo tornare in aula, non è la scuola a far correre il virus»

Stefano Bramanti
«Vogliamo tornare in aula, non è la scuola a far correre il virus»

Pietro Gentili, presidente della consulta degli studenti «Il tavolo prefettizio ha lavorato in modo efficace, buona notizia i bus in più»

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Stefano Bramanti

PORTOFERRAIO. Sarà un ritorno a scuola con qualche interrogativi sulla data di rientro per gli alunni delle superiori dell’Elba. Ma ormai pare chiaro che gli studenti varcheranno l’ingresso nelle aule con 4 giorni di ritardo rispetto al programmato 7 gennaio, giorno in cui i ragazzi più piccoli saranno finalmente alle prese con le varie Lim, lavagne elettroniche interattive, presenti nelle aule.

«Il ritorno in presenza a scuola lo abbiamo richiesto sia come consulta provinciale degli studenti, di cui sono diventato presidente, sia come al Forum elbano – dice l’elbano Pietro Gentili – La decisione del governo c’è stata e il tavolo prefettizio provinciale, che ha fatto un ottimo lavoro. È stato stabilito di tornare in presenza al 50%, per un paio di settimane nel primo periodo, dopodiché si dovrebbe arrivare al 75% di alunni in presenza con una successiva comunicazione che verrà da Roma. Il tavolo prefettizio provinciale è stato in grado di garantire il rientro al 75% e ha ordinato l’aumento di 30 bus per tutta la provincia e quindi anche all’Elba con varie unità, per garantire agli studenti di avere meno rischi di contagi durante il trasporto».

In varie parti d’Italia alcuni enti hanno predisposto anche uno screening per garantire ingressi a scuola dopo dei controlli anti covid. «Lo screening – dice il portavoce degli studenti della provincia – se va attuato, lo deve decidere l’Asl o il Comune, noi possiamo auspicarlo. Ma non è la scuola a diffondere massicciamente il virus in genere, i maggiori contagi di solito avvengono nella vita sociale, al di fuori degli istituti. Sono fiducioso nel futuro – prosegue – con il vaccino sempre più diffuso, che secondo me dovrebbe essere obbligatorio, vedremo migliorare la situazione odierna di difficoltà e gli ospedali via via saranno meno colmi di malati. Con i mesi che passeranno arriveremo alla normalità, una volta che il vaccino sarà stato fatto dalla moltitudine. E dopo aver fatto i vaccini per le categorie a rischio e gli anziani, speriamo che si vada a vaccinare ogni componente del mondo scolastico». E c’è da immaginare che Gentili si farà di nuovo sentire, stante la prospettiva emersa delle ultime ore di slittamento di ritorno a scuola, ma per il momento il giovane ribadisce che: «Comunque molti studi hanno dimostrato che la scuola in sé per sé non è portatrice del virus. I problemi più grandi dipendono da ciò che avviene all’esterno del mondo scolastico. Ci vogliono corretti comportamenti fuori scuola e vanno evitati assembramenti e fondamentale è l’uso delle protezioni. In ogni caso la scuola non deve essere mai un capro espiatorio. Per l’avvio del 50% si tratterà di fare alternanza tra le varie classi delle superiori, per cui un giorno saranno a scuola certa classi e il giorno dopo altre». –

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