La protesta
«Scuola, ancora bloccate le assunzioni promesse per mancanza di fondi»
PIOMBINO. L’istituzione di un tavolo permanente sui problemi della scuola alle prese con la complicata ripartenza in piena pandemia Covid, è la richiesta che la Flc Cgil provinciale al prefetto di Livorno, Paolo D’Attilio. Del resto la valutazione di Licia Mataresi, segretaria generale Flc della provincia di Livorno è che «il mondo della scuola è in pieno caos. La decisione del governo di rinviare di quattro giorni il ritorno alla didattica in presenza nella scuola secondaria ha generato molta confusione, tra i lavoratori del settore scolastico e tra le famiglie».
Per Mataresi «la mancanza di un adeguato coordinamento tra Stato, Regioni e scuole sta generando contraccolpi negativi sul fronte occupazionale, in particolar modo in relazione agli organici aggiuntivi, il cosiddetto “organico Covid”. In tutta la provincia di Livorno centinaia di lavoratrici e lavoratori erano stati infatti assunti a fine settembre come supporto al personale scolastico ma poi le assunzioni sono state bloccate per mancanza di fondi. Senza contare che oggi ci risultano almeno una cinquantina di lavoratori (tra docenti e personale Ata) degli organici aggiuntivi che ancora non hanno riscosso il loro primo stipendio. Tutto ciò è inaccettabile».
La decisione del governo di far slittare ulteriormente in ritorno in classe viene giudicata «incomprensibile» dalla segretaria della Flc, secondo cui «la macchina organizzativa era pronta per la ripartenza: i tavoli di confronto dei giorni scorsi avevano infatti visto prefetti, dirigenti scolastici e aziende di trasporto discutere e approvare piani di entrata-uscita dalle scuole». «I sindacati, esclusi da quei tavoli – prosegue Mataresi – avevano da tempo suggerito soluzioni e messo in allarme i politici sul tema della sicurezza: purtroppo nessuno di tali suggerimenti è stato preso in considerazione. Nessuna risposta soddisfacente neanche in relazione alla richiesta di aumentare gli organici per permettere la riduzione del numero di alunni per classe».
Il progetto “Scuole sicure” presentato dall’assessore regionale Alessandra Nardini viene giudicato da Mataresi «un passo importante e deve essere attivato il prima possibile. Il tracciamento delle positività doveva però già essere operativo prima dell’11 gennaio: siamo in forte ritardo, non sono ancora stati resi pubblici i dati sui contagi del primo trimestre nelle scuole. Conoscere questi dati vuol dire capire quanto la riapertura della scuola abbia contribuito alla diffusione del virus». —
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