Sicurezza
Caloncino, la strada sarà di uso pubblico
Il Comune vuole portare a termine la procedura di esproprio «Con la nostra azione vogliamo chiudere questa vicenda»
Stefano Bramanti
CAMPO NELL’ELBA. Vuole fare un regalo per il nuovo anno, rivolto agli abitanti di Seccheto, il sindaco di Campo nell’Elba Davide Montauti. L’obiettivo è far tornare pienamente di uso pubblico la via del mare, nell’estate scorsa impedita nell’accesso dall’hotel La Stella.
Di recente il primo cittadino, con la sua giunta comunale, ha deliberato, in base all’articolo 42 bis del DPR numero 327 del 2001, la conclusione di una procedura espropriativa risalente al 1979, che una volta promossa si era in seguito arenata e non era mai arrivata alla sua piena definizione. L’atto è detto “acquisizione sanante” in termini tecnici amministrativi e porta alla definitiva definizione catastale di qui luoghi contesi. Stima le aree oggetto dell’acquisizione sanante in località Seccheto, vale a dire quelle riguardanti la viabilità di accesso al mare e all’area marina denominata Caloncino.
Tale zona nella scorsa estate è stata protagonista delle cronache dei giornali locali, in quanto la proprietà dell’Hotel Stella, che si trova confinante con questa strada parallela al mare e con l’approdo del Caloncino, aveva interrotto la via di accesso alle persone risultando quell’area di proprietà privata.
Il Comune, subito dopo l’intervento di Adriano Pierulivo, poeta e scrittore locale, che ricordava a tutti come quella strada sia storicamente pubblica, ha preso in mano la situazione ed ha avviato un’azione legale per dimostrare che la zona deve tornare all’uso pubblico. Ma adesso Montauti e la sua maggioranza hanno avviato anche questa azione tendente a definire in modo conclusivo l’esproprio di quelle aree, coinvolgendo quasi venti proprietari, quelli dell’hotel compresi, a cui dovrà essere dato ancora un indennizzo residuo totale che ammonta a circa 32000 euro.
«Esistono – dice Montauti – oltre che le nostre azioni intraprese, prove certe e storiche, documentate da atti, sulla natura pubblica di quella via di accesso al mare: ci sono delibere dei tempi passati per la cura sistemazione di quella strada compresa la realizzazione dell’impianto di illuminazione. Con questa ulteriore azione confidiamo di arrivare a concludere questa vicenda nell’interesse dell’uso pubblico della via, che permetterà a tutti di andare poi all’approdo del Caloncino, dove sono tenute le barche da sempre e dove furono fatte anche altre opere pubbliche di protezione dai marosi. L’esproprio definitivo avviato, entro 60 giorni si conclude e quel luogo contestato potrà tornare libero».
E di questa pratica amministrativa ha parlato pure l’architetto Priscilla Braccesi, responsabile dei lavori pubblici del Comune che ribadisce: «Esistono molte prove che questa via di accesso al mare, che ora è privata, è stata di uso pubblico da molti anni. Ho visto atti comunali che dicono di lavori pubblici attuati negli anni 70-80 e quindi la procedura di acquisizione sanante dovrebbe riuscire a concludere la querelle e restituire a Seccheto una strada di tutti». —
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