Il Tirreno

Agenzia regionale per la protezione ambientale  

Indagini su stenelle e un tursiope, ignote le cause della morìa

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piombino. Sono sei (con quello individuato il 4 gennaio da Vittorio Fabbri) i delfini spiaggiati dagli ultimi giorni di dicembre in Toscana. Gli esemplari recuperati dall’inizio di ottobre sono 12 su 13 spiaggiati.

«Cause di morte per adesso sconosciute, oggi le necroscopie sugli ultimi animali recuperati» spiegano all’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana (Arpat-Osservatorio Toscano biodivesrità). Gli ultimi esemplari, tre stenelle ed un tursiope ritrovati tra Isola d’Elba, Forte dei Marmi e Lido di Camaiore recuperati mentre quello avvistato a Capalbio il 28 dicembre è stato portato via dal mare molto mosso. Anche quello trovato da Vittorio purtroppo già da tempo preda dei gabbiani

«Degli esemplari recuperati 9 sono già stati analizzati la scorsa settimana e 3 (due stenelle ed un tursiope) verranno analizzati – si prosegue – nel laboratorio dell’Accademia dei Fisiocritici a Siena da Università di Siena e Arpat. Gli esemplari erano freschissimi, morti da poco, ma le cause di morte sono per adesso sconosciute ed i tempi di risposta delle analisi dell’Università di Siena e dei veterinari dell’Istituto Zooprofilattico di Lazio e Toscana, sezione di Pisa non saranno brevi».

Indagini patologiche, virologiche e battereologiche oltre che studi tossicologici per valutare la presenza qualitativa e quantitativa ma anche gli effetti di molti contaminanti ambientali su questi esemplari. Arpat, invece, valuterà la presenza di cibo nello stomaco quale utile informazione sullo stato di salute dell’animale (stomaci vuoti sono indice di stato di malessere). —



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