Sicurezza
Zini e la sua esperienza col Covid: «L’isolamento è stato pesante»
Il sindaco, sempre da casa, non mai interrotto il lavoro con Asl e Comune. «La situazione è ancora complessa e non ci consente di abbassare la guard
PORTOFERRAIO. La sua positività al Covid 19 si è materializzata pochi giorni prima di Natale e lo ha messo alla prova per tutte le feste. Il sindaco di Portoferraio, Angelo Zini, unico della famiglia ad essere positivo al tampone, ha trascorso le feste più attese dell’anno in una stanza di casa, vicino ma allo stesso tempo inavvicinabile dai familiari.
«La mia esperienza per quanto riguarda la salute non è stata bruttissima – racconta al Tirreno – perché per fortuna non ho avuto sintomi gravi particolari anche se non posso certo dire di essere stato asintomatico. Ci sono stati i dolori articolari, la febbre, il senso di spossatezza ma nessun problema che abbia riguardato i polmoni e la respirazione».
Situazione tutto sommato nella norma che non ha creato aspetti di pericolosità. Il sindaco è rimasto sempre nella sua abitazione senza bisogno di ricovero. L’isolamento però non è stato così semplice da sopportare. «È stato molto pesante – racconta Zini – anche quando si vive in casa propria, restare isolati dalla famiglia, oltre che dal resto del mondo. Non ci siamo abituati e ho avuto molto tempo per pensare a tutto quanto ci sta accadendo. Tutti i familiari erano nelle altre stanze. Ho fatto videochiamate e collegamenti web e questo mi ha fatto pensare a come mette alla prova dal punto di vista piscologico questo virus». Il sindaco ha effettuato tre giorni fa il secondo tampone che è risultato ancora positivo: il 5 gennaio farà un nuovo test. «Se risulterà ancora positivo – fa sapere – dovrò aspettare i 21 giorni dall’inizio della positività, dopo di che, non avendo più sintomi, non ci dovrebbero essere problemi al ritorno, in presenza, al mio ruolo istituzionale e al lavoro che mi aspetta in comune».
Un ruolo che non è mai venuto meno perché i contatti sono stati tenuti dall’abitazione, visto che lo stato di salute era tutto sommato buono. «Pur in isolamento non ho mai interrotto i rapporti – spiega – tutti i giorni ho avuto contatti telefonici e ho tenuto sempre aperto il canale con la Asl».
Anche in isolamento la situazione dei contagi all’Elba è stata tenuta sotto controllo, perché al momento della positività del sindaco era in piena espansione e preoccupante. «È migliorata rispetto a 10-15 giorni fa – commenta Zini – abbiamo avuto un’esplosione di contagi che non è ben comprensibile. Un numero di casi così alto rispetto alla popolazione, il più alto nella Asl Toscana Nord Ovest, è una situazione difficile da comprendere perché resta complicato stabilire che tutto sia dovuto alla responsabilità dei cittadini. Non credo che gli elbani si siano comportati peggio degli altri».
A tenere tutti col fiato sospeso sono stati i due punti critici sull’Elba, i focolai del territorio di Campo nell’Elba e quello alla Rsa di San Giovanni che ha avuto due decessi tra gli ospiti. «I numeri ora sono molto più bassi – considera il primo cittadino portoferraiese - la sensazione che è che stiamo rientrando nella normalità come ma che è ancora difficile». Nonostante le regole precise e stringenti che hanno scandito queste festività natalizie i numeri restano preoccupanti.
«La situazione è ancora complessa – considera Zini – e non ci consente di essere liberi. Speriamo che il vaccino possa invertire la tendenza anche se sappiamo che la vaccinazione avrà bisogno di tempo. Ci aspetta un inizio 2021 con una proiezione futura più positiva ma che dobbiamo gestire come il 2020. Fare attenzione e rispettare le regole, una parte che non dobbiamo mai dimenticare. La soluzione è diminuire i contatti».
Il suo pensiero va alla scuola con la convinzione dell’importanza delle lezioni in presenza, pur con la massima attenzione. «Si parte al 50% – considera – io sono sempre stato convinto che la scuola fosse l’ultima attività da chiudere. Ora si riparte anche se resta un punto critico da osservare con attenzione. Essere a scuola, andare e tornare da casa, crea momenti di socializzazione e quindi con necessità di controllo». —
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