Gioco
Camping Cig sulla fabbrica: «Bisogna dire addio a Jindal, lo Stato si riprenda la fabbrica»
Delusione dopo l’ultimo confronto su Jsw tra azienda, governo e sindacati. Preoccupazione per l’esclusione del territorio dai benefici del Recovery fund
PIOMBINO. «Nell’ultimo incontro tra Jsw, governo e sindacati è andato in scena un altro della serie infinita dei rinvii, condito come al solito da promesse e miraggi».
È un giudizio senza appelli quello dell’associazione Camping Cig, che ricorda come «sia passato un anno da quando Jindal avrebbe dovuto presentare il piano industriale, invece niente piano industriale, niente investimenti, indotto disastrato e uno stabilimento che ormai si smantella “spontaneamente”». Il riferimento è all’ultimo caso della caduta da una quarantina di metri della cabina di una gru da anni inutilizzata, «e solo il caso ha impedito una strage».
«Nell’incontro – sostiene Camping cig – oltre ai gravi problemi ambientali, vedi cokeria, è stato completamente omesso proprio il tema degli smantellamenti nonché la parte extra siderurgica del mitico piano Carrai (rigassificatore, preridotto, pale eoliche, riciclo plastica) piano il quale, a suo dire, dovrebbe miracolosamente consentire il ricollocamento di metà del personale, mentre se ne trascurano le pesanti ricadute ambientali, in contraddizione con l’indispensabile diversificazione economica e occupazionale, e comincia ad affacciarsi la parola esuberi».
«Non si è parlato – prosegue l’associazione – con cifre e impegni precisi, del rifacimento dei laminatoi o meglio della costruzione ex novo, come dovrebbe essere, a partire dal treno rotaie che è necessario spostare in padule, lontano dall’abitato così come l’unico forno elettrico a tutt’oggi forse previsto, dei tre promessi nel tempo che fu».
La delusione viene anche dal fatto che «non c’è stato nessun chiarimento sulla quota con cui dovrebbe entrare lo Stato in Jsw, né sulla governance dello stabilimento, né sul ruolo di Piombino all’interno di un piano nazionale della siderurgia. Invece, delle bonifiche ne hanno parlato, ma solo per prevedere l’ennesimo tavolo ministeriale». Così Camping cig ribadisce la sua opinione, «Jindal deve essere estromesso dalla direzione della fabbrica. Lo Stato deve riprendersi lo stabilimento per tornare a colare acciaio nel quadro, appunto, di un piano nazionale della siderurgia, su cui impegnare una mobilitazione sindacale nazionale perché Piombino sia trattato come Taranto: che fine hanno fatto le promesse del ministro Patuanelli? Adesso lo Stato deve prevedere per Piombino un piano di investimenti di portata storica per le bonifiche, le infrastrutture, la diversificazione economica e la ripartenza delle acciaierie per una produzione pulita di alta qualità».
Impegni da inserire per l’associazione «in un piano di rinascita che deve essere elaborato dai cittadini e dai lavoratori insieme e che deve trovare le risorse soprattutto nel Recovery fund, da cui il nostro territorio, a oggi, sarebbe addirittura escluso».
Per questo secondo Camping cig, servono «mobilitazioni eccezionali. Dovremo arrivare al prossimo incontro su Piombino in quanto caso nazionale per quanto riguarda l’occupazione e l’ambiente: per questo chiediamo con forza ai sindacati di indire, appena saremo in zona gialla, un’assemblea dei lavoratori in cui organizzare presìdi permanenti, per tutto il mese di gennaio, davanti alla fabbrica, in città e altre iniziative eclatanti». —
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