Gioco
È un piombinese il primo nato dell’anno nuovo all’ospedale di Cecina
A Villamarina non ci sono parti dal giugno del 2019 per la norma sulla soglia minima di 500 nascite all’anno
Valeria Parrini
PIOMBINO. È nato il primo piombinese classe 2021. A Cecina, naturalmente.
Onayss Khalil è venuto alla luce tre minuti dopo la mezzanotte, pesa tre chilogrammi ed è tra i primi nati in Toscana e nel Paese. Una equipe tutta al femminile ha assistito la sua giovane mamma, Hachouma Boulahbailat, che vive a Piombino col marito, Anovar Khalil, anche lui cittadino marocchino.
Alla famiglia sono giunte le felicitazioni del personale sanitario, della direzione e dell’ostetricia-ginecologia dell’ospedale. Di Cecina, appunto.
Per la seconda volta, gennaio comincia senza fiocchi rosa e azzurri appesi nella nursery di Villamarina.
Il punto-nascita è chiuso dal giugno 2019. La mobilitazione appassionata messa in campo per impedirlo - particolarmente attivo il Comitato Lasciateci nascere a Piombino, appoggiato dalla giunta - ha dovuto fare i conti con un risultato scongiurato per molti anni da proteste nate negli anni Novanta. Risultato che poi è arrivato, col suo carico di amarezza, di frustrazione. E di rabbia.
L’esito è legato alla soglia minima prevista dei 500 parti annui che Villamarina non raggiungeva da molto tempo.
Dai numeri la Regione è ripartita per invertire la rotta, dandosi come obiettivo quello della riapertura, annunciato già nella fase dello stop.
Gianni Anselmi, consigliere regionale del Pd, spiega che è di prossima emanazione l’atto che permetterà di considerare i due reparti di Cecina e Piombino un unicum anche per il totale dei parti, raggiungendo quindi più agevolmente la soglia dei 500 annui.
Cecina, Piombino: un ospedale unico, quello delle Valli Etrusche, due Maternità entrambe accreditate, un solo primario e una sola equipe.
«Perché, allora – commenta Anselmi – tenere un conteggio separato? La formula su cui stiamo lavorando sulla scorta di altre esperienze analoghe attivate in Toscana, permetterà a Villamarina di rientrare nei parametri e in prospettiva potrà tornare utile anche alla messa in sicurezza di Cecina».
L’elaborazione è ad un livello avanzato, ci sono stati incontri con dirigenza Asl Toscana Nord Ovest e della Società della salute per questo che è ritenuto un passaggio fondamentale verso la riapertura, senza rimanere perennemente ostaggio di eventuali deroghe ministeriali.
«La Regione – prosegue Anselmi – ha già investito 320 mila euro per interventi finalizzati allo stesso scopo. Penso alla messa a norma del tragitto verso la sala parto con la realizzazione di una stanza operatoria dedicata all’interno del reparto come chiedono i protocolli».
Scelta politica definita e definitiva. Prime azioni compiute e prime risorse destinate. Ma il percorso è più complesso. Anselmi non se lo nasconde. Ad esempio ci sarà da investire sull’adeguamento delle guardie pediatrica e ginecologica in entrambi i presidi ospedalieri.
In agenda, poi, l’elaborazione di progetti che valorizzino le professionalità, favorendo l’arrivo e la permanenza di specialisti a Villamarina. «Che poi – chiude il consigliere regionale – diverrebbe anche il modo per incentivare la scelta del nostro ospedale. Un circuito virtuoso e il solito obiettivo: far tornare a nascere a Piombino». —
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