Il Tirreno

i commenti dei sindacati 

«Ancora ritardi nelle decisioni e nessun elemento di certezza»

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PIOMBINO. Delusione tra i sindacati, seppur con accenti diversi, per i risultati dell’incontro di ieri. La Fiom, per bocca del segretario David Romagnani «pur apprezzando l’azione del Governo» sottolinea «alcune riserve rispetto al protrarsi della decisione da parte di Jindal sul piano degli investimenti e nei confronti del Governo rispetto al non ancora definito piano di ingresso di Invitalia, così come sui rischi molto concreti che i tempi per raggiungere un’intesa economica sul valore periziale dello stabilimento possano protrarsi oltre i tempi definiti e difficilmente sopportabili».

La segreteria nazionale Fiom ha chiesto al Governo «di esplicitare il ruolo che dovrà assumere Piombino nel piano nazionale della siderurgia italiana, grazie anche all’apporto della futura presenza pubblica».

«Oggi – conclude Romagnani – abbiamo più che in altre occasioni percepito la regia del Governo. Un’azione dalla strategia antica quanto il mondo: la carota e il bastone, azione non priva di rischi e incognite (come le vicende a Taranto dimostrano) considerando che stiamo parlando di multinazionali».

Lorenzo Fusco, segretario provinciale Uilm, e Guglielmo Gambardella, segretario nazionale, esprimono in modo più netto «tutta la delusione per l’ulteriore rinvio al 31 gennaio prossimo per la presentazione del piano industriale da parte di Jindal».

«Continuiamo a non comprendere – proseguono – la distanza fra le dichiarazioni di volontà da parte multinazionale indiana nel voler investire e la chiusura del negoziato per l’ingresso di Invitalia per la realizzazione dei progetti. Siamo consapevoli della complessità dell’operazione ma Jindal smetta di giocare sulla pelle dei lavoratori e di un intero territorio. Non possiamo attendere che si perda ulteriore tempo per il rilancio di Jsw Italy in prossimità della ripresa del mercato della siderurgia prevista nel 2021 rischiando di arrivare tardi rispetto agli altri competitor ma soprattutto per la permanenza in cassa integrazione degli oltre 1800 lavoratori. Per questo Fusco e Gambardella auspicano che «nel prossimo incontro col Mise si possano acquisire elementi di certezza, che nella riunione odierna sono mancati, per poter intravedere una prospettiva chiara di cui siamo alla ricerca da troppi anni».

Per la Fim il segretario nazionale Valerio D’Alò e quello territoriale, Paolo Cappelli, «resta l'incertezza circa la definizione della società tra Invitalia, come soggetto pubblico, e Jindal che a oggi esprime solo la volontà e la disponibilità nel procedere nell'operazione. Ancora ignota anche la quota con cui lo Stato entrerà nell'operazione e a chi apparterrà la governance, per noi elemento fondamentale. Dall'incontro odierno ci aspettavamo maggiori dettagli su questi aspetti. Il prossimo aggiornamento è previsto il 31 gennaio, data in cui dovremmo conoscere il futuro assetto societario. Come organizzazione sindacali esprimiamo forti perplessità circa le tempistiche, che non sono variabili indipendenti da ciò che intanto accade a Piombino dal punto di vista delle manutenzioni– concludono – e della sicurezza degli impianti sui quali non registriamo avanzamenti». —

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