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«Ancora cattivi odori dalla discarica Rimateria, Arpat controlli i rifiuti»
PIOMBINO. «Intollerabile il regalino che Rimateria ha voluto consegnare, proprio a cavallo del Natale scorso, ai cittadini di Piombino, e in particolare di Colmata, costretti ad accompagnare la loro quotidianità, già martoriata dalle costrizioni date dalla pandemia, con una nuova, ennesima ondata di maleodoranze».
Così si esprimono in una nota il sindaco Francesco Ferrari e l’assessore all’ambinete, Carla Bezzini, secondo cui «è purtroppo noto, infatti, che la società conferisca in discarica, in determinati momenti, quantitativi superiori ai limiti mensili concessi, come risulta dai report inviati proprio da Rimateria. La postazione mobile di rilevamento, posizionata da Arpat su richiesta del Comune di Piombino, appena 10 giorni fa ha certificato l’elevata concentrazione di idrogeno solforato e il disturbo odorigeno per emissioni di biogas della discarica Rimateria. Altre centraline hanno registrato sforamenti addirittura pari al doppio del limite di soglia».
Per queste ragioni sindaco e assessore all’ambiente hanno chiesto ad Arpat «di effettuare un controllo sulla composizione dei rifiuti conferiti, sulla quantità dei conferimenti mensili, sulle modalità di accettazione dei rifiuti in ingresso e sulla loro gestione all’interno dell’impianto». Inoltre è stato chiesto all’Asl «che certifichi la mancanza di conseguenze e di rischi per la salute dei cittadini residenti nell’area, distante meno di 500 metri della fascia di rispetto prevista dalle norme di gestione delle discariche. L’impianto è gestito in modo difforme alle numerose diffide e alle prescrizioni delle Aia rilasciate. Non solo Rimateria ha già beneficiato di ulteriori 83 giorni di proroga, concessi in virtù dell’emergenza sanitaria in corso, ma, nonostante il parere decisamente contrario del Comune di Piombino, ha addirittura ottenuto un’ulteriore proroga con rimodulazione del cronoprogramma delle opere di messa a norma. Per questo, recentemente, abbiamo chiesto alla Regione di bloccare il conferimento dei rifiuti fino alla completa messa a norma dell’impianto».
«Facciamo oggi nuovamente sentire la nostra voce indignata – conclude la nota firmata da Ferrari e Bezzini – ma continueremo a combattere contro una discarica che non ha portato il più piccolo briciolo di beneficio al territorio ma solo tonnellate di disagi». —
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