Gioco
Gli anziani monitorati a distanza grazie a una centrale operativa
Il progetto: strumenti facili da usare da chi soffre di patologie croniche per collegarsi con il personale sanitario non solo in presenza di emergenze
PIOMBINO
Si chiama “A casa in buona compagnia” ed è un progetto sperimentale di teleassistenza rivolto agli over 75 con patologie croniche. Si comincerà dai cardiopatici: tutto attraverso un kit di strumenti di facile utilizzo, tablet e bracciale, che collegheranno il paziente ad una centrale operativa e alle competenze specifiche necessarie. Dal medico personale al servizio infermieristico domiciliare, dalla rete aziendale dei servizi alla lettura di referti o alla prenotazione di esami.
Il progetto è stato voluto fortemente dalle sigle sindacali dei pensionati, Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil che nel dicembre del 2019 hanno siglato un accordo con la Regione, confermato nella volontà e nei finanziamenti dalla giunta attuale.
Il Covid ha rallentato tutto. Ora però si è al giro di boa , una commissione ha già fatto sopralluoghi nei diversi territori, e le prime risorse sono già attivabili nel 2021. Dieci milioni replicabili nei due anni successivi. A questi si potranno aggiungere 300 milioni attivabili col Recovery fund ed il Mes per la telemedicina e la sanità digitale. Inclusa la teleradiologia. Meno file, più assistenza.
Ipertensione, diabete e dislipidemia (eccesso di colesterolo e lipidi) sono tra i parametri sotto osservazione. Difficile quantificare i soggetti interessati in questa fase.
Uilp stima che a Piombino i cittadini con patologie croniche siano 11.300 con un tasso di 332 ogni mille abitanti. Un dato sostanzialmente in linea con quello dell’Asl Nord ovest (331). Di questi, gli ipertesi sfiorano i 10 mila (286 ogni mille abitanti, 288 nell’Asl) e diabetici circa 2.500 (73 contro i 75 del territorio aziendale). Casistica diffusa, come nel resto della Toscana dove si stima il coinvolgimento iniziale di circa 50 mila persone con “A casa in buona compagnia”.
«Il progetto nasce dalla convinzione, ulteriormente acquisita nella pandemia covid,che occorra riportare nel territorio ed ove possibile a domicilio, una serie di prestazioni oggi fornite in ospedale che invece va decongestionato. E la tecnologia può fare molto», spiega Paolo Camelli, della Funzione pubblica Uil. I pazienti saranno selezionati in base alla gravità della patologia e alla presenza o meno di una rete di assistenza familiare.
Sarà la Società della salute a fare i progetti esecutivi con i quali accedere al finanziamento regionale e per spingere sui tempi i sindacati a gennaio chiederanno un incontro. Per Carlo Salvadori - segretario regionale Uilp UIl, piombinese - si tratta di un progetto innovativo, reso tanto più importante dall’invecchiamento progressivo della popolazione.
«Cambia completamente l’approccio da seguire. E’ chiaro - chiude il sindacalista - che a questo punto la formazione del personale è importante». —
V.P
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