La protesta
«In ospedale poco personale per l’emergenza»
Il sindacato contro la politica della Asl: «Con il Covid una situazione allarmante che si aggiunge alle criticità già denunciate»
PORTOFERRAIO. Una situazione allarmante che si somma a criticità sanitarie già denunciate. È quanto ha determinato il picco di contagi da Covid-19, registrato in questo scorcio di fine anno all’isola d’Elba, secondo il Fials.
Il sindacato autonomo sostiene di aver da tempo messo in evidenza la carenza cronica di personale sanitario e una programmazione ospedaliera e territoriale inadeguata ai bisogni specifici di una popolazione insulare. «L’azienda ha sempre negato – attacca la segretaria provinciale del Fials Daniela Boem – e adesso ci troviamo con servizi territoriali impreparati perché ridimensionati nel tempo e inadeguati per gestire la complessità del contagio da Covid a causa degli scarsi investimenti sulle Usca (Unità speciali di continuità assistenziale). Finora il sistema ha retto per l’impegno profuso dal personale talvolta messo a lavorare in condizioni di forte disagio, basti pensare agli infermieri lasciato alle intemperie a fare tamponi al drive-through in attesa del completamento della “camera calda” necessaria per lavorare in sicurezza. Il pronto soccorso è potenziato come struttura, anche se ancora privo di vie di accesso adeguate con notevoli complicazioni per i percorsi Covid, e con personale Infermieri, Oss e medico insufficiente perché impegnato in molteplici e contemporanei compiti, gravato da responsabilità aumentate con l’emergenza Covid».
Per queste ragioni il Fials ritiene insufficienti le risposte «tranquillizzanti della direzione aziendale, la solidarietà dichiarata, per ora a parole, del presidente della Regione Toscana e le prese di posizione dei sindaci motivate dalla emergenza in atto ma tardive rispetto la valutazione complessiva della gestione sanitaria da parte della Usl».
Il sindacato autonomo contesta l’operato del direttore generale, il piano dei fabbisogni del personale 2020-2022 riguardante tutta la Usl Nord Ovest. «Per il 2020 – aggiunge Boem – il numero del personale sanitario del comparto in servizio si conclude per tutta la Usl, composta da 10 zone distretto e 13 ospedali, con un attivo di solo 270 unità in più rispetto al 2018. Mentre per il personale sanitario della dirigenza il piano assunzioni 2020 si conclude con un segno negativo calcolato in oltre un centinaio di unità. Nonostante questi dati e nonostante il pericolo imminente di una terza ondata di contagi la Asl Nord Ovest non ha previsto per tutto il 2021 incrementi di personale ma solo un numero di assunzioni pari ai pensionamenti programmati. Certo ha investito 9.000.000 di euro per pagare prestazioni in orario aggiuntivo, ma non è accettabile pensare di reggere i servizi chiedendo al personale di lavorare, in queste condizioni, oltre l’orario di lavoro». Secondo Fials la Usl non «può pensare di continuare ad affrontare in questo modo il diffondersi del contagio da Covid-19 e ci domandiamo come sono state utilizzate le risorse messe a disposizione da Governo e Regione. Purtroppo se l’azienda non capirà di dover prendere decisioni diverse investendo di più sulla risorsa personale questa situazione continuerà a penalizzare in particolare i territori più piccoli e geograficamente disagiati come le realtà insulari». —
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