Gioco
«In alcuni comuni troppi assembramenti»
Il sindaco Papi: chiediamo aiuto alla Regione ma non ci aiutiamo da soli, sbagliato aver tenuto bar e ristoranti aperti
PORTO AZZURRO. «Mi chiamano sceriffo, hanno preso in giro me e la mia giunta quando abbiamo fatto le ordinanze restrittive, ma avete visto cosa c’è in giro in alcuni comuni dell’isola? Ci sono assembramenti, gente fuori dai bar e dai ristoranti. Vi sembra normale? Poi chiediamo aiuto alla Regione, ma se non ci aiutiamo noi per primi diventa un problema».
Così Maurizio Papi, sindaco di Porto Azzurro, commenta la situazione legata al Covid sul territorio dell’isola. Il Comune di Porto Azzurro, fin dalla prima ondata del virus, ha tenuto la linea più dura per cercare di limitare il contagio. Posizione che ha tenuto anche nelle ultime settimane quando, purtroppo, il virus ha moltiplicato la sua presenza nella nostra isola. Dall’obbligo di mascherina anche all’aperto su tutto il territorio comunale, alla mancata riapertura dei bar e ristoranti nonostante la zona gialla lo permettesse, fino ai divieti di mettersi a sedere sulle panchine per i non conviventi e di sosta in piazza o sul lungomare durante una passeggiata e ai controlli sugli arrivi nelle seconde case.
«Abbiamo fettucciato le nostre panchine – racconta Papi – mica ci divertiamo a fare questo cose, ma prendiamo questi provvedimenti perché li riteniamo necessari in una situazione che, purtroppo, è grave. Abbiamo tenuto chiusi i bar e ristoranti, limitando le attività all’asporto e alla consegna a domicilio, il mercato lo facciamo ma solo per i generi alimentari. C’è invece chi ha chiuso i parchi e i cimiteri, che invece per le feste dovrebbero restare aperti anche se in maniera contingentata». Per questo motivo Papi delinea meglio la sua posizione rispetto alla lettera inviata alla Regione Toscana: «È chiaro che in questa fase debbano arrivare sull’isola medici e infermieri per integrare il lavoro delle Usca e dei medici del territorio, ci mancherebbe – dice – quello che è singolare è chiedere aiuto a qualcuno quando siamo noi i primi a non aiutarci. Si tengono aperti i bar e i ristoranti, si permettono assembramenti sul territorio e ci si limita alle raccomandazioni e ad ordinanze secondo me di facciata. Nel frattempo in alcune zone dell’isola ci sono situazioni che non sono più tollerabili. Sarebbe bello se i cittadini tenessero dei comportamenti adeguati solo sulla base di raccomandazioni, ma purtroppo non è così. Servono scelte decise, purtroppo. Quando rischi di annegare e hai un salvagente a portata di mano lo imbracci, non pensi prima a chiamare il bagnino». —
Lu.Ce.
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