Il Tirreno

il bilancio della giornata 

Altri 24 contagiati all'Elba ma su 200 tamponi: a fine anno via allo screening di massa

Luca Centini
Altri 24 contagiati all'Elba ma su 200 tamponi: a fine anno via allo screening di massa

L’isola non esce dell’emergenza ma non vi ci sprofonda: altri 3 operatori della Rsa e 2 dipendenti del Comune positivi

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PORTOFERRAIO.   L’isola non esce dall’emergenza coronavirus, ma neanche vi ci sprofonda. È quanto dicono i numeri usciti martedì 22 dal laboratorio analisi di Livorno. Sono 24, infatti, le persone risultate positive al tampone su un totale però di ben 200 esami effettuati. Un numero ancora molto significativo, sia chiaro, ma che comunque si temeva peggiore vista l’impennata dei casi dei giorni scorsi e l’altissimo numero dei tamponi effettuati dopo lo stop dell’area drive-in di San Martino nella giornata di domenica. Il rapporto tra casi positivi e tamponi effettuati, dopo alcuni giorni con numeri fuori controllo, è rientrato in parametri meno allarmanti, sebbene la percentuale del 12% resti abbastanza alta. Nel frattempo prende corpo sull’isola l’ipotesi di uno screening su tutta la popolazione elbana che partirà dalla fine dell’anno dal comune di Campo nell’Elba, su iniziativa della Regione Toscana con Anci.

Quattro zone

Sono quattro i focolai che restano sotto la lente dell’Asl Toscana Nord Ovest e nei quali, purtroppo, continua a correre il virus. Quello principale resta a Campo nell’Elba, con particolare riferimento alla frazione di San Piero. Cinque dei 24 tamponi risultati positivi nella giornata di martedì sono infatti riferiti a persone domiciliate o residenti nel campese, in particolare due a San Piero e tre a Marina di Campo, tutti adulti. Un ulteriore cittadino positivo è residente nel comune di Marciana ma resta comunque legato al cluster campese. Sono sei, invece, i cittadini contagiati nel territorio comunale di Portoferraio, dove a preoccupare ancora molto gli addetti ai lavori è il focolaio scoppiato all’interno della Rsa di San Giovanni. Ieri altri tre operatori sono risultati positivi al tampone, mentre restano sotto osservazione le condizioni dei 12 ospiti contagiati che si trovano in isolamento nei locali della foresteria della struttura trasformata per l’occasione in una sorta di reparto Covid. Torna a preoccupare dopo alcuni giorni di calma apparente la situazione nel territorio di Rio, dove si contano 7 dei 24 contagi della giornata. L’ultima “zona focolaio” è Porto Azzurro, con quattro nuovi casi. Il conto della giornata si completa con il contagio di una cittadina rientrata da fuori Elba.

Contagi in municipio

Dopo il contagio del sindaco di Portoferraio Angelo Zini, che sta continuando a lavorare per il Comune da casa, e delle due assessore Chiara Marotti e Nadia Mazzei, si sono verificati altri due contagi all’interno della Biscotteria a due dipendenti dell’ente locale.
L’Asl Toscana Nord Ovest si è già messa al lavoro per cercare di ricostruire la rete dei contatti avuta dai due dipendenti. Nel frattempo, nella giornata di mercoledì 23, tutti i dipendenti della Biscotteria saranno sottoposti a uno screening con i test antigenici rapidi. Gli uffici, ricordiamo, sono chiusi al pubblico da alcuni giorni con un’ordinanza firmata dal vicesindaco Luca Baldi. Lunedì scorso i locali all’interno della Biscotteria sono stati sanificati.

Lo screening totale
Tutta l’isola sarà sottoposta a uno screening totale. La notizia è emersa nella giornata di ieri in seguito ai contatti che la conferenza dei sindaci della sanità ha tenuto con la Regione Toscana. L’idea è di far partire i primi test già dalla fine dell’anno dal territorio comunale di Campo nell’Elba, quello più colpito dal virus. Le modalità dello screening dovranno essere definite nei prossimi giorni. L’iniziativa è della Regione Toscana con Anci. Ad eseguire i test sarà la rete delle associazioni di volontariato con il supporto tecnico della Asl Toscana Nord Ovest. L’obiettivo è testare tutta la popolazione elbana, in modo da avere un quadro attendibile di quanto circoli il virus sull’isola.

Sanità sotto pressione

Lunedì i sindaci hanno inviato alla Regione una lettera con la quale si chiedeva un aiuto concreto e, in particolare, l’invio di medici e infermieri dal continente in grado di integrare il lavoro delle Usca e i servizi assistenziali di base sul territorio, in difficoltà in particolare per la coperta corta dei medici di famiglia. Nel frattempo è esplosa la protesta dei medici del 118 di libera professione che «non ravvisando più le condizioni di sicurezza per lavorare» in orario notturno, dopo il taglio della “nottina”, hanno annunciato di non voler più fare i turni di notte dal prossimo 1° gennaio. Anche di questo si è discusso ieri con la Regione. —

 

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