Il Tirreno

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Vaccini, tutto bene ma non per i giovani «Tante persone sono rimaste senza»

Francesca Lenzi
Vaccini, tutto bene ma non per i giovani «Tante persone sono rimaste senza»

“Coperte” le categorie che ne hanno diritto gratuitamente I farmacisti: «Sistema farraginoso, ha funzionato a metà» 

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piombino. Mentre si aspetta il via libera per la distribuzione del vaccino anti-covid, si avvia alla chiusura la campagna relativa alla vaccinazione antinfluenzale.

Partita ufficialmente a Piombino il 12 ottobre, nei giorni precedenti e in quelli immediatamente successivi, ha regnato incertezza tra gli addetti ai lavori e di conseguenza tra i cittadini, in particolare per la modalità innovativa di distribuzione: per la prima volta, infatti, sono state le farmacie a rifornire direttamente i medici di base, con consegne graduali nell’arco delle varie settimane.

L’approvvigionamento alla fine è stato sufficiente e regolare, con uno stop di un paio di settimane a metà della campagna vaccinale.

«Direi che alla fine è andata bene – il commento del dottor Riccardo Becherini –. Sono arrivati tutti i vaccini richiesti, anche se all’inizio abbiamo sofferto una certa latitanza per via della diversa modalità di distribuzione. Per questo cambio di sistema e per le maggiori richieste da parte delle Regioni c’è stata qualche difficoltà in certe fasi, ma alla fine è andato tutto bene. Si figuri che ho ancora qualche vaccino disponibile. Siamo in chiusura della campagna, è vero, ma volendo è ancora possibile vaccinarsi. Quanto ai miei pazienti, ho accontentato tutti; sono riuscito a farlo alle persone che, per età e condizioni di salute, ne avevano diritto e necessità, ma anche ad altri che, sulla spinta del covid e dell’informativa, hanno deciso quest’anno di vaccinarsi».

«Faccio parte di un gruppo di medici che ha deciso di organizzare la vaccinazione antinfluenzale al quartiere del Perticale, grazie alla collaborazione di Asl e del Comune di Piombino – afferma Valter Pastorella –. Insieme a me, anche Alessandro Fulceri, Sergio Tognoni, Alessandro Tognoni e Riccardo Micheli. Abbiamo preferito così per scongiurare il rischio di non avere la giusta distanza - prosegue - avendo gli ambulatori in un condominio. Fra tutti abbiamo vaccinato 2.300 persone, all’interno di un ambiente ampio, con appuntamenti settimanali, sedie distanziate, ingresso e uscita diversificati. Inoltre, tenevamo le persone lì sul posto per quindici minuti dopo la vaccinazione, per eventuali effetti collaterali immediati, come previsto dal protocollo. L’Asl faceva la sanificazione prima e dopo ogni seduta. Che dire? Quest’anno c’è stata una percentuale molto alta. Fra i miei pazienti almeno il 30-35 per cento in più rispetto agli anni precedenti. Quanto al rifornimento è andato bene; abbiamo solo dovuto sospendere a un certo punto per 15 giorni per mancanza di dosi, ma poi sono tornate ad arrivare. E, alla fine, mi sono anche avanzate».

Se i medici archiviano la vaccinazione antinfluenzale 2020 con il segno più, meno bene è andata alle farmacie che, nel ruolo di fornitore agli ambulatori, si sono ritrovate senza dosi per la vendita.

Non sono infatti poche le persone che, pur non rientrando nelle categorie a rischio (per età e patologie), ogni anno decidono comunque di vaccinarsi acquistando la dose.

Stavolta molti di loro sono rimasti a bocca asciutta. «Abbiamo avuto una consegna di 19 vaccini per ogni farmacia – spiega Simone Rossi, direttore della farmacia comunale in piazza Cappelletti –. Sono finite ovviamente prestissimo, distribuite gratuitamente a chi si presentava con la ricetta del medico. Per il resto nessun rifornimento in vendita, ma solo approvvigionamento ai medici di base. Se è stato un peso? No, questo no. La mia farmacia non ha molti medici intorno e le prenotazioni non sono state molte».

«Sono state tante le persone che avrebbero voluto comprare il vaccino – dice Enrico Tronci titolare della farmacia in via De Sanctis –. Di solito sono un centinaio. Purtroppo quest’anno ne abbiamo accontentati veramente pochi con le 19 dosi consegnate gratuitamente dietro ricetta medica. Per i dottori è andata abbastanza bene, con una pausa verso la metà della vaccinazione e poi una normalizzazione. Le ultime dosi sono state ritirate 15 giorni fa. Il lavoro? Non è stata pesante la consegna materiale, quanto il lato burocratico della questione».

«Ogni anno le persone più giovani che non rientravano nella vaccinazione dal medico, compravano la dose da noi – le parole di Marco Viti della farmacia in lungomare Marconi –. Le famose 19 che ci sono arrivate per la distribuzione ai cittadini sono terminate in mezz’ora. Sembra che i vaccini avanzati dagli ambulatori - prosegue Viti - possano adesso essere rimessi in distribuzione. Ce lo auguriamo, anche se ormai ha poco senso. Un commento? Il sistema quest’anno è stato a dir poco farraginoso e per di più come farmacisti siamo stati anche incolpati di una cattiva gestione. Ecco, questo dà noia - conclude - , anche perché ci siamo messi a disposizione a fronte di una remunerazione ridicola, dello 0.4 euro per la consegna di ogni vaccino». Insomma, distribuzione del vaccino ok, ma non per tutti.



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di Redazione web