Il Tirreno

L’intervista 

«Ora nei porti di Piombino e Livorno un gioco di squadra con tante potenzialità»

Mauro Zucchelli
«Ora nei porti di Piombino e Livorno un gioco di squadra con tante potenzialità»

Luciano Guerrieri è stato indicato come prossimo presidente dell’Authority dalla ministra dei Trasporti De Micheli 

4 MINUTI DI LETTURA





Mauro Zucchelli

PIOMBINO. Luciano Guerrieri non è Vittorio Sgarbi: guai a immaginarselo che butta il cerino acceso nella polveriera delle polemiche, magari stando lì a vedere l’effetto che fa. Dunque, eccolo che si dice «molto felice» per il fatto che la ministra Paola De Micheli abbia messo nero su bianco il suo nome nella lettera in cui chiede al presidente della Regione Eugenio Giani l’intesa per la nomina del presidente dell’Autorità di sistema portuale che governa la portualità di Livorno e di Piombino più gli scali dell’Elba e di Capraia. Lo dice e al tempo stesso tira il freno sottolineando che «è presto per parlare», la procedura «dev’essere ancora completata». E giù: da un lato, i ringraziamenti di rito («non posso che dire il mio grazie alla ministra e a tutte le istituzioni»); dall’altro, le formule di cautela («sia chiaro, io sono rispettoso del ruolo di quanti dovranno esprimersi sull’iter di nomina»).

La ministra si è mossa con largo anticipo: l’incarico di Corsini scade a metà marzo.

«Non vedo tutto questo anticipo – dice Guerrieri – mi sembra semplicemente che ci si sia mossi per tempo: in vista della scadenza naturale del mandato ma in modo da arrivarci senza affanno».

La ministra potrebbe aver anticipato i tempi perché teme per le sorti del governo o per un eventuale rimpasto.

«Fra tutte le ipotesi mi sembra la più improbabile. Anzi, la escluderei proprio. E a esser sincero mi sembra anche un po’ offensiva».

In passato il suo nome era stato già indicato per Palazzo Rosciano: la indicarono la Camera di Commercio e il Comune di Capraia. Poi non ce l’ha fatta. Stavolta però…

«Stavolta il meccanismo di nomina è cambiato in modo sostanziale. Allora è andata com’è andata, e me ne sono fatto una ragione. Ora aspettiamo che la procedura faccia i passi che deve fare».

Ma un’idea da mettere in campo, anzi magari più di una, l’avrà pure nel cassetto.

«Certo che ce l’ho. Ma ogni cosa a suo tempo: rispettiamo i tempi, le procedure, i ruoli, le persone. Inutile dire che qualunque sarà esito lo accetterò in tutta tranquillità».

Di quella vicenda si può ricordare anche il fatto che l’ex ministro Altero Matteoli spese per lei un apprezzamento inconsueto, al di là degli schieramenti…

«Eravamo su sponde politiche ben differenti. Ma al tempo stesso amministratori legati al nostro territorio: insomma, con l’obiettivo di risolvere i problemi delle comunità. Ecco che l’accento si sposta: le differenze di orizzonte sono ben chiare ma devo dire che non mi è mai capitato di cercare Matteoli senza che lui si facesse trovare. C’era rispetto».

Torniamo a guardare al domani…

«Sempre ricordando che la procedura non è ancora conclusa…».

Ovviamente. Ma la “riforma della riforma” ci ha consegnato un’idea di portualità sognando di ripetere la spinta del ’94 quando fece decollare una stagione di sviluppo.

«Detto che non è il momento di parlare di progetti specifici, metterei l’accento sul fatto che questa seconda stagione della riforma è ancora da attuare. L’espansione a mare della Darsena Europa sta in questo scenario: può dare lo sprint per rilanciare Livorno e la costa. Teniamo presente che Livorno e Piombino sono parte di un unico sistema portuale e al tempo stesso sono entrambe individuate come area di crisi complessa. Bisogna fare gioco di squadra e trovare una logica d’insieme: ci sono indicazioni già in gran parte presenti nel Prg».

Lei a Piombino è stato sindaco per quasi dieci anni, a Piombino ha guidato il porto per dodici. E ora Livorno…

«Piombino è il luogo dove sono nato, Piombino e Livorno sono le mie patrie. Lo dice il mio curriculum: a Piombino ho guidato il Comune e l’Authority. Guardi però che ho lavorato anche a Livorno: prima ancora di diventare amministratore, lavorando in banchina per il Lloyd Sardegna. Poi a Livorno sono stato assessore provinciale per un breve periodo, infine sono tornato quando sono stato incaricato di guidare la Porto 2000. Un’esperienza interessante che mi ha aperto gli occhi su quel che significa il traffico passeggeri: dentro il porto e al di fuori di esso, nella ricaduta complessiva che ha sul territorio».

L’Authority Livorno-Piombino ha il record nazionale dei traffici delle “autostrade del mare”, dei forestali, delle auto nuove. Ma, salvo il caso singolarissimo dello Stretto di Messina, con quasi 10 milioni di passeggeri ha anche il primato dell’imbarco/sbarco di una merce particolare: i turisti.

«Questo sistema portuale ha molte potenzialità, bisogna usare tutti i tasselli e c’è la possibilità di far saltar fuori un puzzle sicuramente di grande interesse». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web