Gioco
Patuanelli: «Lo Stato entrerà in Jsw, ma Jindal decida se prendere o lasciare»
Il ministro chiede risposte entro fine mese. Anselmi: «Intervento pubblico anche se il privato non fosse disponibile a procedere»
/ PIOMBINO
C’è una nuova data, l’ennesima, per chiarire il futuro di Jsw a Piombino. Si tratta anzi di un ultimatum a Sajjan Jindal, lanciato dal ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, che ha indicato la fine del mese come termine entro il quale l’industriale indiano dovrà dare certezze sugli investimenti, con tempi certi e chiari, decidendo di fatto «se prendere o lasciare», come ha detto il ministro secondo quanto riferiscono i sindacati.
Il possibile addio di Jindal infatti seppur mai citato ufficialmente, è stato il rumore di fondo del confronto in videoconferenza che ieri ha messo di fronte al ministro Patuanelli e alla sottosegretaria Alessia Morani il vicepresidente esecutivo di Jsw, Marco Carrai, il consigliere delegato Gianni Anselmi, come rappresentante del presidente Eugenio Giani, il sindaco Francesco Ferrari e l’assessore Sabrina Nigro, i sindacati.
Ipotesi, quella di un disimpegno di Jindal, che non lascia tranquilli i sindacati, per l’assenza di chiarezza su scenari che vedrebbero lo Stato in maggioranza nel capitale con un altro partner non meglio specificato, da ricercare nei nomi ricorrenti (quello dell’industriale cremonese Giovanni Arvedi il più gettonato) a cui si sono aggiunti negli ultimi giorni quello di Sanjeev Gupta, patron di Liberty Steel e di Magona, e quello di Creon, fondo lussemburghese con cui Carrai nei mesi scorsi ha firmato un accordo per sviluppare il comparto dell’energia.
Dopo la firma di giovedì dell’accordo con Mittal, per l’ingresso dello stato nell’Ilva di Taranto, ieri ci si attendevano decisioni importanti anche per Piombino, ma Carrai, ha evidenziato problemi per l’ingresso dello Stato con una quota in Gsi, come inizialmente previsto, formulando una nuova proposta che prevede l’arrivo di Invitalia nella holding Jsw srl.
Patuanelli comunque ha ribadito che Piombino è di «rilevanza strategica» per la competitività dell’industria italiana, sostenendo «che non è in discussione la volontà del Governo di sostenere il polo siderurgico anche attraverso l’ingresso nel capitale da parte dello Stato, ma che adesso è il momento di dare una soluzione certa e rapida ai lavoratori dello stabilimento».
A definire l’incontro «proficuo e soddisfacente» è Carrai, che si è augurato «si possa realizzare quanto prima la nuova proposta per l’ingresso dell’attore pubblico nella holding Jsw srl . La nostra priorità assoluta resta la tutela dei 1800 posti di lavoro garantiti dalle acciaierie e la salvaguardia dell’indotto economico».
Anselmi nel suo intervento ha sottolineato le parole ascoltate dal ministro sulla valenza strategica di Piombino, «tanto quanto quella di Taranto», sostenendo che ci troviamo di fronte a una situazione zin cui lo Stato è chiamato a colmare un vuoto di imprenditorialità privata, che permane dal 2008».
Evocando di fatto il tema del possibile disimpegno di Jindal, Anselmi ha chiesto comunque l’intervento pubblico «anche nel caso in cui il privato non fosse disponibile a procedere». —
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