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Innovazione, ricerche e app Così la Dad non è da buttare

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PORTOFERRAIO

La Dad, didattica a distanza nelle superiori, ha i giorni contati. Dal 7 gennaio 2021 a scuola torneranno - a meno di colpi di scena - le lezioni in presenza per il 75%. Una decisione governativa presa in seguito al calo la pandemia. Si ripartirà con la scuola tradizionale richiesta del resto da tutti gli studenti isolani.

E l'istituto tecnico Cerboni di Portoferraio informa sul metodo Dad, grazie alla preside Alessandra Rando e Manuela Mereu, docente di tedesco e animatrice digitale della scuola. Illustrano nel dettaglio come sono state attuate le lezioni telematiche. «Lo dovevamo ai nostri studenti e alle loro famiglie, – dice Rando – lo dovevamo alla società che si fida e affida a noi per attenuare il più possibile le conseguenze di questa emergenza educativa che stiamo vivendo. La nostra scuola ha deciso di partire, sin dall’inizio del nuovo anno scolastico, dotandosi della piattaforma informatica GSuite for Education».

E vediamo come e lo spiega Mereu, portavoce dei suoi colleghi: «Le applicazioni Classroom e Meet consentono rispettivamente di creare classi virtuali e di comunicare via chat e in videoconferenza. Riusciamo quindi ad offrire agli studenti della nostra scuola insegnamenti a portata di click». E la professoressa dettaglia che ogni lezione inizia con l’appello, come al solito, i saluti, tra problemi di connessione che fanno un po' tardare l'avvio. Quando pronti si cerca di sfruttare al massimo le potenzialità offerte dalla piattaforma digitale e soprattutto la possibilità di mettere in condivisione, su schermo, il proprio materiale didattico. Vengono fatte presentazioni degli argomenti in power point, quindi video, testi e documenti. Un modo interattivo che permette di mantenere viva l’attenzione di chi ascolta e anche gli studenti possono condividere, con il professore e con il resto della classe, le loro ricerche, gli esercizi e altro. L’orario rispecchia quello della didattica in presenza, con la differenza che alcune ore vengono fatte in modalità asincrona, cioè senza collegarsi online. In tal modo i ragazzi svolgono attività proprie, al momento stabilito e il docente assegna compiti da svolgere o attività da riconsegnare in altro collegamento. Non solo, i docenti delle varie materie cercano di proporre agli studenti attività più coinvolgenti. «Proponiamo pure ai ragazzi – prosegue – di fare ricerche su internet da esporre poi in modalità sincrona a tutta la classe, con la metodologia del peer-to-peer, un metodo per il quale l'alunno diventa, per il tempo della sua esposizione, il docente ed espone i risultati del lavoro fatto». «La parola d’ordine per questa era della Dad è stata: innovare, – conclude Rando – sperimentate modalità nuove, provare a cogliere il lato positivo di questo momento così pesante che tutti viviamo. Certo lo schermo, la classe virtuale, le lezioni online non sono esattamente la scuola vissuta a pieno con le sue esplosioni di emozioni, colori, voci che si rincorrono, spensieratezza e allegria. Ma in questo momento storico stare tenacemente dietro allo schermo significa e in questo modo dimostriamo che la formazione avviene sempre: basta crederci e voler guidare i giovani alla migliore preparazione». —

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