La protesta
«Su parcheggi e pista ciclabile di Baratti pasticcio del centrodestra»
piombino
Nell’ultimo consiglio comunale l’amministrazione ha portato in votazione l’approvazione di una delibera di giunta. «Di cosa trattava quella delibera: nel 1986 - dicono Rifondazione comunista e Movimento 5 Stelle - iniziarono le procedure di esproprio per pubblica utilità delle aree corrispondenti ai parcheggi del “Casone”, della “Fontina” e della Pergola” a Baratti». Procedura mai completata. Ma una possibilità di acquisire la loro proprietà potrebbe però essere rappresentata dall’usucapione per un possesso pacifico più che ventennale. «Quindi, con la delibera di giunta del 10 maggio 2019 (10 giorni prima delle elezioni), l’amministrazione decide di iniziare un percorso contrattuale con le società Populonia Green Park e Populonia Italica, «con cui il Comune rinuncia a valersi dell’usucapione, le società cedono al Comune i parcheggi del Casone e della Fontina, mentre il Comune rinuncia a far valere l’usucapione su quella della Pergola. Inoltre verrà avviato il percorso per la cessione al Comune dell’area del Reciso, e Pgp avrà il diritto di superficie con la possibilità di installarvi, a scopo imprenditoriale, un manufatto polivalente. Inoltre verrà costituita una servitù ad uso pubblico sulle aree corrispondenti alla pista ciclo-pedonale che dal Reciso dovrebbe arrivare a Populonia». Prc e M5S si chiedono « perché ci hanno chiesto di approvare una delibera di giunta risalente a 18 mesi addietro? Perché si sono accorti che è illegittima». La delibera infatti sarebbe dovuta passare dal consiglio comunale unico soggetto competente del patrimonio immobiliare del Comune. «La delibera è stata portata in votazione con l’intento di sanare il vizio legale. Abbiamo chiesto il ritiro della delibera e lo svolgimento di un percorso partecipato. Perché, per esempio non avevamo chiaro quale avrebbe dovuto essere il percorso della pista ciclo-pedonale in area archeologica. Così come non è chiaro quanti posti auto rimarrebbero a disposizione di chi volesse andare a Buca delle Fate dal Reciso». Ma la delibera è stata approvata. «Solo noi abbiamo votato contro». Ma c’è di più: «negli allegati non c’è traccia dell’allegato D, cioè il tracciato della pista ciclo-pedonale dal Reciso a Populonia. Abbiamo appurato che non esiste. Morale della favola si scopre che il consiglio è stato chiamato a votare una delibera dai contenuti indefiniti, con cui, dopo aver disposto di un bene comune con una procedura viziata, si assegnava ad un privato la facoltà di predisporre una pista ciclabile senza sapere dove né come». —
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