Gioco
«Biblioteca Falesiana ed officine ex Ipsia, progetti da spiegare»
PIOMBINO
Il 21 novembre l’annuncio della giunta di rivedere il progetto del Polo culturale in piazza Manzoni con una diversa destinazione della biblioteca pubblica. Il dissenso di tanti fatto presente dal “Manifesto per la cultura” che ora torna a riproporre all’amministrazione, integrandole, una serie di domande in proposito.
«Domande concrete – si sottolinea – e soprattutto opportune, perché relative a un tema sentito dai cittadini, come dimostrano le firme raccolte dal Comitato Amici della biblioteca. Un tema – si prosegue – che ha a che fare col futuro della città, con la qualità dei servizi pubblici offerti e con la convinzione che un polo culturale non possa prescindere dalla presenza di una biblioteca come spazio aperto, multifunzionale, inclusivo. Questa amministrazione sostiene che non c’era alcun progetto specifico per il Polo culturale. Quali erano allora – si ricorda – i contenuti del progetto elaborato dal 2006 dallo studio Leonardo Progetti dell’architetto Salvatore Re, studio con molta esperienza nella progettazione di biblioteche pubbliche e poli culturali in Italia (www. leonardoprogetti. com)? Possibile prenderne visione? Questa amministrazione – si sottolinea – sostiene che gli spazi interni ai locali del Polo non sono adeguati. A quanto risulta, il precedente progetto prevedeva, oltre agli spazi per la biblioteca, – si spiega – sale lettura, di incontro, sala conferenza/auditorium, spazi multifunzionali, bar e servizio di ristoro. È possibile indicare più precisamente quali sono le criticità individuate? Nell’incontro organizzato dal Manifesto lo scorso ottobre di fronte al futuro Polo culturale, l’assessore e vicesindaco Parodi aveva affermato che la biblioteca sarebbe stata trasferita nel complesso del Polo culturale. Per quali presupposti l’amministrazione ha poi espresso l’ipotesi di lasciare la biblioteca nell’attuale sede temporanea di piazza Appiani? Quale percorso è stato avviato sulla nuova configurazione del Polo, sulla definitiva collocazione della Biblioteca in piazza Appiani e sulla cosiddetta “cittadella delle associazioni” da ubicare nello spazio ora occupato dal Centro giovani? Quali motivazioni spingono a modificare quanto indicato nel suo programma elettorale e negli indirizzi di legislatura formulati al momento dell’insediamento, che – si conferma – prevedevano il completamento del nuovo Polo per allocarvi la Falesiana? Quanto verrà a costare la riprogettazione dell’opera data la diversa utilizzazione degli spazi? L’idea di una biblioteca separata dal Polo impone la domanda: quali sono per questa amministrazione le funzioni di una biblioteca? Un “take away”, dove si passa con l’auto e si prendono a prestito libri? Dove si pensa di collocare l’Archivio delle Acciaierie, patrimonio di tutto il territorio e del Paese depositato nei locali Sol in viale Unità d’Italia? Quali sono le intenzioni rispetto al completamento del Polo culturale con la realizzazione del 2° lotto, che prevedeva la ristrutturazione delle officine ex Ipsia per la realizzazione di un Centro di documentazione sulla siderurgia? » . –
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